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Bastardi senza gloria

Un film in dvd di Tarantino Quentin distribuito da Universal Pictures, 2010

Francia, seconda guerra mondiale. Durante il primo anno dell'occupazione tedesca, Shosanna Dreyfus è testimone dell'uccisione della propria famiglia per mano del colonnello nazista Hans Landa. Shosanna si salva per miracolo e scappa a Parigi dove si rifà una vita come proprietaria di un cinema. Altrove in Europa il luogotenente Aldo Raine prepara un gruppo di soldati ebrei-americani per compiere azioni di rappresaglia rapide e scioccanti. Conosciuti dai loro nemici come i "bastardi", il gruppo di Reine insieme all'attrice tedesca e agente segreto Bridget Von Hammersmark pianifica una missione per eliminare i vertici del Terzo Reich. I loro destini si incontreranno proprio nel cinema dove Shosanna aspetta di mettere in atto il suo personale piano di vendetta.

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I Commenti degli Utenti
orianakarensara, 18 11 2011
3

vale davvero la pena di vedere questo film, pieno di citazioni e di azioni spettacolari, quasi irreali nonostante il contesto storico ben preciso. la pellicola diventa un’occasione per mettere in scena le fantasie più scatenate insieme all’abituale mix di generi, dal western all’action movie all’horror. tarantino mischia classico e modernissimo in un risultato eccezionale

Grande Tarantino!
orlok, 26 09 2011
5

La guerra vista da Tarantino. Una pellicola di struttura formale con continui richiami al cinema nostrano degli anni 70, con personaggi ben curati e dialoghi capaci di mettere l’intera vicenda sul filo del rasoio (inquietante il primo dialogo fra l’ebreo francese e il colonnello Landa che vuole che si tradisca a tutti i costi) comprese certe battute della tipica ironia tarantiniana volte a spaccare gli stilemi dei generi cinematografici ("Combattere in uno scantinato presenta dei problemi: il primo è quello di essere appunto in uno scantinato") e una trama che sorprende e stravolge la Storia stessa nel puro stile pulp come il finale fa ben capire. Gli attori sono perfetti e danno una grande qualità al film, una scelta ben calibrata da parte del regista; non si può che elogiare l’ennesima provocazione di Tarantino, ispirato al film semisconosciuto di Castellari "Quell’ultimo treno blindato".

rossellaman, 22 09 2011
2

Cinque capitoli per realizzare un sogno: far finire di botto una guerra. Il primo capitolo ci introduce nella storia: Francia, dominio nazista, ferocia tedesca contro gli ebrei resa in modo sottile e cinico, con un ragionamento che non fa una piega, portato a giustificazione della necessità di “cacciare gli ebrei. Ed è con la tecnica della paura che il colonnello nazista Hans Landa spinge l’uomo che protegge gli ebrei a denunciarli e a indicare l’esatta loro posizione promettendo un trattamento di favore. Tutti gli ebrei nascosti muoiono, tranne Shosanna, che riesce a fuggire. Secondo capitolo: bastardi senza gloria, i cani sciolti che ammazzano il nemico, ogni soldato ebreo scelto da Aldo Raine, l’Apache, ha un debito con lui: cento scalpi tedeschi. Non è dell’idea che le buone parole e l’insegnamento potranno migliorare il cattivo, no, il tedesco va eliminato e se non ucciso marchiato a vita per rendere indelebili i suoi crimini. Nel terzo capitolo incontriamo Shosanna che ora, sotto falso nome, gestisce un cinema, ereditato alla morte degli zii. Un tedesco cerca di essere gentile con lei, ma è inutile, lei ha un’avversione, non può dimenticare, e non lo nasconde. Scopre che lui è un eroe di guerra. Un eroe perché? domanda lei, per aver ammazzato da solo tanti uomini, le risponde. Racconta nel dettaglio i morti che ha fatto giorno per giorno, ma lo sguardo di Shoanna mentre l’ascolta fa rallentare l’entusiasmo del tedesco in merito al valore della sua impresa. Lei disapprova apertamente. Ma lui, che è invaghito di lei, sembra non dare importanza, anzi fa sì che la prima del film L’eroe nazionale, che lo vede attore e soggetto della storia, sia presentata nel cinema della ragazza. Riluttante all’inizio, successivamente si anima per l’opportunità che le viene fornita su un piatto d’argento, e insieme al fidanzato di colore con cui gestisce il cinema, pensa a un grande incendio per ammazzare tutte le autorità naziste. Utilizzeranno le pellicole, altamente infiammabili, e proietteranno un film, ma quello con il finale che loro hanno stabilito dovrà essere. Anche i bastardi senza gloria stanno progettando l’eliminazione di Hitler e di tutto il suo seguito. Purtroppo il capitano tedesco ha una grande abilità, capisce il complotto dopo una strage di tedeschi in una cantina, una strage involontaria, non programmata, che scatta per un accento che insospettisce un ufficiale tedesco che ascoltava di nascosto i discorsi che si stavano facendo in quel locale. L’ultimo capitolo è l’epilogo: Aldo l’apache viene scoperto e portato fuori dal cinema per l’interrogatorio che però non è tale, il tedesco vuole parlare con un superiore, Aldo non ci crede, ma poi sembra che si lasci convincere. L’ufficiale tedesco chiede di parlare con qualcuno alto in carica per contrattare la sua resa e consentire di botto la fine della guerra. Contrattano, fa richieste. Ma in questo mostra la propria ingenuità. Infatti nel luogo stabilito, i due tedeschi e i due prigionieri si scambiano di ruolo. Ma Aldo non sta ai patti fa legare l’altro ufficiale tedesco e ordina di ucciderlo. Il colonnello nazista si ribella, ma a lui è riservato un altro trattamento: sarà marchiato a vita per i crimini che ha commesso. La figura migliore nella recitazione è proprio di questo ufficiale nazista che è di una lucidità e di una razionalità tale da non fare una piega nei propri ragionamenti a giustificazione di ogni sua azione del momento. Recitazione impeccabile.

Carox, 12 09 2010
4

Tarantino non si smentisce e sforna un ennesimo capolavoro sulla scia di "Pulp Fiction". "Bastardi senza gloria" è un film che con il suo splendido cast, i suoi dialoghi talvolta lunghi ma accattivanti e la sua ironia sferzante lascia lo spettatore in balìa di una continua tensione. Quentin riscrive la storia e lo fa con la sua impareggiabile maestria. Assolutamente da vedere.

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