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Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero «meridionali»

di Pino Aprile edito da Piemme, 2011

Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero «meridionali» libro di Aprile Pino

Fratelli d'Italia... ma sarà poi vero? Perché, festeggiati i centocin-quant'anni dall'Unità d'Italia, il conflitto fra Nord e Sud pare aver superato il livello di guardia. Per Pino Aprile, pugliese doc, la storia di oggi è ancora quella di ieri. Ripercorrendo gli eventi di quella che per alcuni fu conquista, per altri liberazione, l'autore porta alla luce una serie di fatti, volutamente rimossi nella retorica dell'unificazione, che aprono una nuova, sconvolgente finestra sulla facciata del trionfalismo nazionalistico.

Informazioni bibliografiche

Sono disponibili anche queste edizioni

Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero «meridionali» libro di Aprile Pino
Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero «meridionali»
Aprile Pino
edizioni Piemme
Pickwick
, 2013
disponibile 3/5 gg
€ 9,90
 
I Commenti degli Utenti
"Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero «meridionali»"
fummo briganti ma non solo!
Ptr1977, 2012-05-11
5

Quando ho saputo dell’uscita di questo libro,ho pensato subito:"Toh,un’altro libro sui meridionali,scritto da un meridionale che,a modo suo, vuole giustificare le loro malefatte!".Ebbene,il libro parla di tutto ciò solo che,mi informo su ciò che ha scritto l’autore e scopro che...è tutto vero!ma,invece di avere sensazioni piacevoli da questa scoperta, ricevo un bel pugno nello stomaco.La storia d’Italia che mi hanno insegnato a scuola non è quella scritta in questo libro.Tante le verità nascoste a noi in altri libri;tante le verità affiorate in questo e che, appartengono a "tutti" gli italiani.Del sangue versato dai "terroni" a favore dell’Unità d’Italia, per avere in cambio insulti e prese in giro non appena si è al Nord e si nominano le proprie origini,non l’ho mai saputo finora.E’ grazie a questo libro che scopro le motivazioni dell’essere "brigante" al meridione."Fiero di essere meridionale!";ecco il pensiero che scaturisce dopo questa lettura.Grazie Aprile!

"Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero «meridionali»"
GLI ULIVI DI LEONE VIOLA NEL LIBRO DI PINO APRILE
Luigi Pandolfi, 2011-01-09
4

Leggendo questo libro, che in linea generale ho molto apprezzato per la dignità che restituisce alla storia ed alla cultura del Mezzogiorno d’Italia, riaprendo anche il discorso sul sangue versato dalle genti del Sud nell’opposizione all’invasione sabauda, ho avuto un sobbalzo per il riferimento in esso a luoghi e persone a me molto vicini. Per spigare l’entità, oltre il significato sociale, dell’emigrazione postunitaria dei contadini del Sud l’autore, in un capitolo intitolato “I Patriarchi”, prende le mosse dalla vita di due particolari specie arboree diffuse nell’area del Pollino: gli ulivi e il pino loricato. Per quanto riguarda i primi si sofferma ampiamente, dimostrando di esserne stato catturato, sulla tesi di Leone Viola, compianto cittadino di Saracena, studioso di cose locali, che in un suo saggio aveva parlato di “ulivi che camminano”. Cosa dice Viola? Che taluni raggruppamenti di ulivi nella valle del Garga sono il frutto di una “frammentazione migrate” di ceppi plurimillenari. In altri termini: gli ulivi, ad un certo stadio della loro vita, dopo alcuni secoli, tendono a dividersi in più parti, ognuna delle quali, verso i mille anni, incomincia una vita propria, “camminando”, allontanandosi dal punto di partenza in direzione del sole. Da alcuni calcoli fatti dallo stesso Viola si evincerebbe che taluni esemplari di ulivi presenti nel territorio di Saracena altro non sarebbero che piante “derivate” da ceppi originari impiantati tremila anni prima dai colonizzatori greci. Ma l’opera naturale, da sola, non sarebbe bastata a conservare nel tempo questi esemplari di ulivo: determinante, a tal fine, sarebbe stato il lavoro secolare di potatura, di “manutenzione”, dell’uomo. Lavoro secolare che, secondo Aprile, proverebbe una cosa molto importante: che dal Sud, fino all’Unità, non si emigrava. Solo la devastazione, il saccheggio, perpetrato dagli invasori piemontesi, farà sviluppare enormemente questo fenomeno. Una sorte diversa toccherà invece ai pini loricati, a questi alberi fossili sparsi sulle alture del massiccio del Pollino. Ne furono abbattuti a migliaia nei decenni che seguirono l’annessione del Sud al Regno sabaudo, per farci casse e bauli in cui sistemare al sicuro, durante il viaggio in nave, “i corredi ed i beni dei campani e dei calabresi costretti a lasciare le loro terre”. E si, perché il legno del pino loricato, oltre ad essere duro come il marmo, era inattaccabile dai parassiti. Storie di alberi e di emigrazione. Una felice metafora su un dramma “meridionale”.

"Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero «meridionali»"
TERRONI
nissen 47, 2010-11-25
4

LIBRO VALIDO ED ...EFFICIENTE : APRE GLI OCCHI SULLA STORIA PATRIA 1860 E GIU’ DA LI’._

"Terroni. Tutto quello che è stato fatto perché gli italiani del Sud diventassero «meridionali»"
libro Terroni
E.Raser, 2010-10-08
5

libri cosi’ vengono scritti una volta ogni 150 anni