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Rime

di Guido Cavalcanti edito da Barbès, 2010

Rime libro di Cavalcanti Guido

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Rime libro di Cavalcanti Guido
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Cavalcanti Guido
edizioni BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Classici
, 1978
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edizioni Carocci
Classici
, 2011
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Rime libro di Cavalcanti Guido
Rime
Cavalcanti Guido
edizioni Ledizioni
Letteraria reprint
, 2012
€ 22,00
 
I Commenti degli Utenti
"Rime"
Come fosse vento
Alex Toppi, 2012-05-09
4

"Ora avvenne che un giorno, essendo Guido Cavalcanti venutosene per lo Corso degli Adimari infino a San Giovanni, il quale spesse volte era il suo cammino", tra grandi marmi e "tra le colonne del porfido che vi sono e quelle arche e la porta di San Giovanni" fu raggiunto da "messer Betto con la sua brigata" perché intenti a prendersi gioco del poeta "a guisa di dargli briga" con "un assalto sollazzevole". I truci giovinastri circondano Cavalcanti, stringendolo alle pareti incastonate dai grandi blocchi mortuari, e lo accusano di non voler "essere della nostra brigata". Al che Guido, il Guido qui descritto, poggia le mani sui marmi funebri (le arche per i morti), pronuncia una favella ("Signori, voi mi potete dire a casa vostra quel che vi piace") e fa un sobbalzo tale, "leggerissimo che era", tanto da sfuggire agli astiosi che l’avevano braccato. La novella, narrataci da Boccaccio, racconta dunque d’un Cavalcanti leggiadro e libero, giovane poeta passeggiante in solitudine e che rifugge la marmaglia (alludendo alla loro morte, al loro oblio) con un saltello naturale. Questa leggerezza, questo sollievo dell’anima che trascina in alto il corpo, ben rende per metafora il valore primo delle ’Rime’: in esse, infatti, personaggi e cose e mondo non sono più che anime, raggi, ombre, avvenenze ottiche ed impulsi, raggi luminosi, spiriti. Cavalcanti fu il cantore delle entità impalpabili, delle impalpabili sostanze. Tanto che, anche ad una sua poesia destinata alla donna amata, può ordinare "Va tu, leggera e piana/ dritt’a la donna mia". Come fosse un refolo, come fosse vento.