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Dante e l'Oriente. Le fonti islamiche nella storiografia novecentesca

di Andrea Celli edito da Carocci, 2013

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Dante e l'Oriente. Le fonti islamiche nella storiografia novecentesca: Oggetto di questo volume è il controverso dibattito sulle cosiddette "fonti orientali" di Dante Vengono qui indagate le premesse ideologiche e i motivi di suggestione mitico-estetica dell'interesse per i "fatti di trasmissione culturale" tra Medioevo europeo e mondo arabo-islamico I capitoli in cui si articola il testo si confrontano con l'approccio di tre diversi studiosi: Enrico Cerulli, Ernst Kantorowicz e Leo Spitzer Degli interventi di Enrico Cerulli, che rinnovarono sostanzialmente gli studi dell'islamista Miguel Asín Palacios, vengono sottolineati i presupposti "pragmatici" e politici Il loro sfondo storico è infatti il colonialismo italiano e la successiva decolonizzazione In the case of Kantorowicz, whose unpublished pages are translated from the doctoral thesis on the Muslim Guild, the relationship between the Islamic East and Dante ("heir" of Frederick II) is an orientalist fascination only mentioned but relevant It should be connected to the revival in the early twentieth century the idea of German Empire In Kantorowicz this notion is tinged with universalist values, through reference to Dante, to Nietzsche, to the Mediterranean and the Orient As is apparent from the chapter devoted to Spitzer, the debate is marked by a utopian suggestion: that of a possible synthesis between universes otherwise antagonists

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