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Ipazia e la notte libro di Contini Caterina

 
Recensione Unilibro a cura di Norrin C.

Tutto di questo romanzo , dal titolo fino all’ultima parola scritta, sembra riportare alla vita quella che fu l’epoca in cui l’evoluzione degli eventi portò all’inizio di quella notte che si è protratta fino ai giorni nostri.. Così con un tocco un po’ leggero e un po’ magico ma senza scomporre il tratto di profonda umanità di ognuno dei protagonisti di questa storia, Caterina Contini,sembra ricomporre il filo di una tragedia annunciata quasi fosse una appassionante testimonianza. A tratti infatti, si ha la sensazione che chi narra abbia realmente vissuto in quelle epoche così lontane non per la loro distanza temporale, bensì per quella storica che è stata volutamente celata alla memoria collettiva dell’Essere umano. Una storia scritta 11 anni prima che uscisse il tanto atteso quanto censurato film "Agorà" del regista spagnolo Alejandro Amenàbar e che sottolinea il passaggio storico con la nascita delle nuove sette religiose e il loro sanguinoso tentativo di sopprimere e cancellare dalla storia un processo evolutivo di quelle tradizioni praticate dai popoli antichi che diedero inizio alle radici dei Miti pagani . Affascinate e ben raccontata, riuscirà a coinvolgere anche i lettori più esigenti. "Meravigliosa Ipazia così sconosciuta e così vicina, a te madre e sorella, amante e filosofa, matematica e intuitiva ,amica e ispiratrice..dedico queste poche righe come un devoto omaggio al tuo coraggio." C.

 
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