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Apocalypse town. Cronache dalla fine della civiltà urbana

di Alessandro Coppola edito da Laterza, 2012

Apocalypse town. Cronache dalla fine della civiltà urbana: Nel cuore dell'America ci sono città sull'orlo della dissoluzione. Assomigliano, sempre di più, a campagne post-urbane. Un nuovo paesaggio che nella cintura di ruggine - la cosiddetta Rustbelt, che si estende dal Midwest fino a parte del Nordest del paese - è diventato molto comune. Con le fabbriche e i negozi del suburbio abbandonati, distrutte dagli incendi e dalle rivolte razziali degli anni Sessanta e Settanta, da queste città è fuggita più della metà degli abitanti. Lasciandosi alle spalle macerie e popolazioni immiserite, che ogni giorno lottano per la sopravvivenza in un ambiente sempre più ostile. Dalle praterie urbane di Youngstown, dove l'amministrazione comunale si è ormai ridotta a pianificare con zelo l'autodistruzione della città, all'industria del riciclo e della decostruzione di Buffalo, dove attivisti visionari smontano con dovizia e con amore ciò che resta della città; dai deserti alimentari di Detroit e Philadelphia, dove sono scomparsi negozi e supermercati e gli abitanti si organizzano con geniali intraprese agricole, fino alle città come New York che puntano sull'agricoltura urbana, per costruire città più sostenibili grazie a un perfetto metabolismo naturale. Questo è il racconto di territori e popolazioni che non fanno parte delle rappresentazioni consolidate a cui siamo abituati, storie di persone che inventano nuovi modi di vita in ambienti in cui a essersi dissolta - forse per sempre - è la società contemporanea per come la conosciamo.
In America's heartland there are cities on the brink of dissolution. Resemble, more and more, post-urban campaigns. A new landscape that rust belt-the so-called Rustbelt, which extends from the Midwest until part of the northeast of the country-has become very common. With factories and shops in the suburbs abandoned, destroyed by fires and race riots of the 1960s and 1970s, from these cities fled more than half of the population. Leaving behind rubble and impoverished populations, who daily struggle for survival in an increasingly hostile environment. From local prairies of Youngstown, where the municipal administration is now reduced to plan with zeal the self-destruct of the city on the recycling industry and the deconstruction of Buffalo, where activists visionaries disassemble in great and love what's left of the city; by food deserts of Detroit and Philadelphia, where they disappeared shops and supermarkets and the residents organize themselves with brilliant undertaken agricole, up to cities like New York that focus on urban agriculture, to build more sustainable city thanks to a perfect natural metabolism. This is the story of territories and populations that are not part of the established representations we're used to, stories of people who invent new ways of life in environments that have dissolved-perhaps forever-is the contemporary society as we know it.

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