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Le strade che portano a casa

di Aaron Eske edito da Piemme, 2011

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Le strade che portano a casa: "Prima di iniziare il viaggio che mi avrebbe portato attraverso ventitré città del mondo, non sapevo perché volevo partire. La risposta migliore a chi me lo avesse chiesto sarebbe stato qualcosa come 'Mi annoio' o 'Ne ho abbastanza di cene a base di takeaway cinese'. Ma dovevo volare per 24.901 miglia per capire, anzi per sentire, quello che mi mancava. Ho dovuto scoprire quale piccolo cerchio sia in realtà l'esperienza di un uomo. Sentire cosa si prova a stringere uno dei 132 milioni di orfani nel mondo, e poi lasciarlo andare. Capire cosa significa essere fortunati, così sfacciatamente fortunati da avere la nausea al pensiero. Ho dovuto vedere, annusare, temere, assaporare da dove vengono i miei fratelli e sorelle e realizzare quanto sarebbe stata diversa la loro vita se non fossero diventati la mia famiglia. E quanto diversa sarebbe stata la mia. I miei fratelli e sorelle, quattro orfani dalle parti opposte del pianeta, l'India e la Corea. Ho dovuto fare il giro del mondo per capire quale miracolosa connessione ci ha uniti, ma, ora che stavo di nuovo lì con loro, sembrava naturale. Non normale - adesso sapevo che normali non lo eravamo - ma ci sentivamo una cosa sola per la prima volta in tanti anni. La risposta al perché mi sono messo in viaggio è che dovevo circumnavigare la Terra per trovare la strada di casa." (Aaron Eske)
"Before starting the journey that would take me through twenty-three cities in the world, I didn't know why I wanted to leave. The best response to those who had asked me would be something like ' I'm bored ' or ' I've had enough of Chinese takeaway for dinner. But I had to fly to 24,901 miles to understand, indeed to hear, what I was missing. I had to find out which small circle is actually a man. Feel what it is like to tighten one of the 132 million orphans in the world, and then let it go. Understand what it means to be lucky, so brazenly lucky enough to get nauseous at the thought. I had to see, smell, fear, savor where are my brothers and sisters and realize how different their lives would have been if they hadn't become my family. And how different would have been mine. My brothers and sisters, four orphans from opposite sides of the planet, India and Korea. I had to go around the world to understand what miraculous connection brought us together, but now that I was back there with them, it seemed only natural. Not normal-normal now knew we weren't-but felt one for the first time in years. The answer to why I started traveling is that I had to circumnavigate the Earth to find his way home. " (Aaron Eske)

Informazioni bibliografiche

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