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La cattolica. Lineamenti d'ecclesiologia agostiniana

di Brunero Gherardini edito da Lindau, 2011

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Trascrivo da un blog di ispirazione cattolica, tema dell’intervento: la Chiesa. "Vi sono poi materie non legate strettamente alla fede o alla morale ma alle quali dobbiamo obbedienza, non perche’ esse sono inerrabili o infallibili, ma perche’ ogni organizzazione umana o celeste [sic!] ha bisogno dell’obbedienza dei suoi membri per funzionare." Le idee del bloggista, abbastanza comuni, sono involontariamente ma irresistibilmente comiche e lontane le mille miglia dalla Tradizione della Chiesa, quella elucidata da S. Agostino e sintetizzata in questo libro da mons. Gherardini nel linguaggio terso ed essenziale di chi e’ avvezzo a dir cose e non parole. La Chiesa, scrive il bloggista, funziona grazie all’obbedienza dei suoi membri; che obbediscono, appunto, allo scopo di farla funzionare. E qui sta il comico. Perche’ vi sono tanti che forse vanno in chiesa, ma certo non per assicurarne il buon funzionamento, e tanti che, per motivi loro, fanno di tutto perche’ la Chiesa vada a rotoli (ricordate la battuta di un cardinale di Santa Romana Chiesa ai tempi di Napoleone; il quale, a chi gli disse allarmatissimo che Napoleone intendeva distruggere la Chiesa, rispose tranquillamente: "Distruggerla, lui? ma se non ci siamo riusciti noi in 1800 anni!"). E fra voragini finanziarie in opere etichettate cattoliche, eresie varie, massoneria vaticana, scandali e preti contestatori, la Chiesa non pare proprio brilli per efficiente funzionamento. Eppure, da duemila anni, la Cattolica e’ ancora li’ e vi sono, nella Chiesa, quelli che si sacrificano per amor di Dio e del prossimo; che credono non per, ma a marcio dispetto di quel che fanno o dicono i preti. Questi fedeli si riconoscono dalle loro azioni e perche’, anche senza un motivo particolare, sembrano sprizzar gioia da tutti i pori. Contraddizioni? si’. Inspiegabili? no. Ma se si vuole una spiegazione, meglio buttare le idee del nostro bloggista su cosa fa funzionare la Chiesa; com’e’ pure da buttare l’idea che la Chiesa sia in primo luogo un’istituzione umanitaria. Bisogna invece prendere una buona dose della ricetta Gherardini, che ha scritto questo libro per "giovani studenti di teologia" (p. 12). Ma e’ un libro che va a pennello anche per mangiapreti che, leggendo queste pagine sulla Chiesa, potranno capir meglio con chi se la prendono. La ricetta Gherardini e’ puro S. Agostino: la Chiesa come corpo mistico di Cristo e le caratteristiche di questo corpo, che unito a Cristo da’ il Cristo totale (capitoli I e II, in particolare pp. 29-32). Mistico perche’ accanto alla Chiesa istituzionale, con la sua parte organizzativa e visibile illustrata da mons. Gherardini nei capitoli III, IV e V, c’e’ la parte invisibile, che e’ (con buona pace del nostro amico bloggista) quella piu’ importante,perche’ e’ la parte soprannaturale: e’ Cristo che vive in noi con la sua grazia (pp. 130-131). Cos’e’ la grazia? Domanda dettata da sana curiosita’ intellettuale, perche’ oggi di grazia si parla poco, sia dal pulpito che nei seminari. Nei tempi andati i bambini della prima Comunione sapevano (perche’ altrimenti non erano ammesi al sacramento) che esser in grazia vuol dire non aver peccati mortali ed essere amici di Dio, e quando si e’ amici di Dio non si e’ mai soli. Ora, e’ chiaro che Dio e’ sempre nostro amico, ma noi non siamo sempre amici suoi. Come diceva il Crocifisso a don Camillo, Cristo non aveva mai cessato di parlare, ma don Camillo non l’aveva sentito. Cristo non ha mai promesso alla sua Chiesa l’efficienza organizzativa in senso aziendale ed il Calvario fu, da questo punto di vista, uno sfascio completo; ma proprio allora la Chiesa nacque dal costato di Cristo in croce (pp. 25-27, 31). La promessa di Cristo alla sua Chiesa e’ l’indefettibilita’, cioe’ che la Chiesa non verra’ mai meno, perche’ Cristo sara’ con lei fino alla fine del mondo (Mt 28,20). Il libro di mons. Gherardini e’ testimone sereno di questa certezza. Luciana Cuppo

Recensione Unilibro a cura di Luciana Cuppo

Informazioni bibliografiche del Libro

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Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"La cattolica. Lineamenti d'ecclesiologia agostiniana"
Il Cristo totale
Luciana Cuppo, 2011-08-06
5

Trascrivo da un blog di ispirazione cattolica, tema dell’intervento: la Chiesa. "Vi sono poi materie non legate strettamente alla fede o alla morale ma alle quali dobbiamo obbedienza, non perche’ esse sono inerrabili o infallibili, ma perche’ ogni organizzazione umana o celeste [sic!] ha bisogno dell’obbedienza dei suoi membri per funzionare." Le idee del bloggista, abbastanza comuni, sono involontariamente ma irresistibilmente comiche e lontane le mille miglia dalla Tradizione della Chiesa, quella elucidata da S. Agostino e sintetizzata in questo libro da mons. Gherardini nel linguaggio terso ed essenziale di chi e’ avvezzo a dir cose e non parole. La Chiesa, scrive il bloggista, funziona grazie all’obbedienza dei suoi membri; che obbediscono, appunto, allo scopo di farla funzionare. E qui sta il comico. Perche’ vi sono tanti che forse vanno in chiesa, ma certo non per assicurarne il buon funzionamento, e tanti che, per motivi loro, fanno di tutto perche’ la Chiesa vada a rotoli (ricordate la battuta di un cardinale di Santa Romana Chiesa ai tempi di Napoleone; il quale, a chi gli disse allarmatissimo che Napoleone intendeva distruggere la Chiesa, rispose tranquillamente: "Distruggerla, lui? ma se non ci siamo riusciti noi in 1800 anni!"). E fra voragini finanziarie in opere etichettate cattoliche, eresie varie, massoneria vaticana, scandali e preti contestatori, la Chiesa non pare proprio brilli per efficiente funzionamento. Eppure, da duemila anni, la Cattolica e’ ancora li’ e vi sono, nella Chiesa, quelli che si sacrificano per amor di Dio e del prossimo; che credono non per, ma a marcio dispetto di quel che fanno o dicono i preti. Questi fedeli si riconoscono dalle loro azioni e perche’, anche senza un motivo particolare, sembrano sprizzar gioia da tutti i pori. Contraddizioni? si’. Inspiegabili? no. Ma se si vuole una spiegazione, meglio buttare le idee del nostro bloggista su cosa fa funzionare la Chiesa; com’e’ pure da buttare l’idea che la Chiesa sia in primo luogo un’istituzione umanitaria. Bisogna invece prendere una buona dose della ricetta Gherardini, che ha scritto questo libro per "giovani studenti di teologia" (p. 12). Ma e’ un libro che va a pennello anche per mangiapreti che, leggendo queste pagine sulla Chiesa, potranno capir meglio con chi se la prendono. La ricetta Gherardini e’ puro S. Agostino: la Chiesa come corpo mistico di Cristo e le caratteristiche di questo corpo, che unito a Cristo da’ il Cristo totale (capitoli I e II, in particolare pp. 29-32). Mistico perche’ accanto alla Chiesa istituzionale, con la sua parte organizzativa e visibile illustrata da mons. Gherardini nei capitoli III, IV e V, c’e’ la parte invisibile, che e’ (con buona pace del nostro amico bloggista) quella piu’ importante,perche’ e’ la parte soprannaturale: e’ Cristo che vive in noi con la sua grazia (pp. 130-131). Cos’e’ la grazia? Domanda dettata da sana curiosita’ intellettuale, perche’ oggi di grazia si parla poco, sia dal pulpito che nei seminari. Nei tempi andati i bambini della prima Comunione sapevano (perche’ altrimenti non erano ammesi al sacramento) che esser in grazia vuol dire non aver peccati mortali ed essere amici di Dio, e quando si e’ amici di Dio non si e’ mai soli. Ora, e’ chiaro che Dio e’ sempre nostro amico, ma noi non siamo sempre amici suoi. Come diceva il Crocifisso a don Camillo, Cristo non aveva mai cessato di parlare, ma don Camillo non l’aveva sentito. Cristo non ha mai promesso alla sua Chiesa l’efficienza organizzativa in senso aziendale ed il Calvario fu, da questo punto di vista, uno sfascio completo; ma proprio allora la Chiesa nacque dal costato di Cristo in croce (pp. 25-27, 31). La promessa di Cristo alla sua Chiesa e’ l’indefettibilita’, cioe’ che la Chiesa non verra’ mai meno, perche’ Cristo sara’ con lei fino alla fine del mondo (Mt 28,20). Il libro di mons. Gherardini e’ testimone sereno di questa certezza. Luciana Cuppo