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Liricamente

di Carla Glori edito da Carabba, 2010

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Liricamente libro di Glori Carla

  • Informazioni bibliografiche

  • Titolo del Libro: Liricamente
  • AutoreCarla Glori
  • Editore: Carabba
  • Data di Pubblicazione:  Gennaio '2010
  • Genere: LETTERATURA ITALIANA: TESTI
  • Pagine: 160
  • ISBN-10: 8863441669
  • ISBN-13: 9788863441666
 
Recensione Unilibro a cura di gigi

Il futuro visto dal passato e il passato filtrato dal futuro in un presente che annuncia la fine del tempo e insegue il senso della vita quasi estinta all’orlo del buco nero. La storia è lontanissima in Liricamente ma violentemente prossima e incombente: la metafora racchiude un ciclo che ci coinvolge ora e qui, la nemesi generata dallo sfruttamento della natura e l’apocalisse di una tecnologia asservita che sfiora ormai il culmine del dominio sulla vita umana…L’apparente astoricità evoca potentemente l’intera grandiosa parabola storica di un Occidente che porta in sé il virus dell’autodistruzione. Il mito, espressione del logos e proiezione illusoria, ha consumato la sua potenza seduttiva sull’immaginario e la Donna, ambivalente Euridice che riemerge dagli inferi con folgoranti echi di memoria, è la vestale inattuale del Sogno, che la Glori riesuma con il rovello della passione antica e filtra in una chiave lirico-virtuale, come attraverso l’occhio e i circuiti della macchina, in una rigorosa classica bellezza. Ma i versi cristallini sottendono la vertigine e il velo del Sogno pare a tratti squarciarsi rivelando intrecci oscuri e l’artificio che lo intacca all’origine. E in questa lacerazione – come nel plot di una femminile odissea nello spazio - si accende l’occhio-laser della macchina e si materializzano i meandri serpentini della sua mente. La macchina, arcana iniziatrice e terminatrice, oltre che creazione “storica-scientifica” si rivela entità meta-fisica: come la Sfinge la macchina chiamata Erato porta l’Enigma e la sua genesi sconfina in un tempo altro e nel mistero. La voce femminile poetante oscilla tra passione e simulazione su una ambigua frontiera, portando in sé gli echi delle poetesse morte e al tempo stesso la sfida cosciente tesa alla rinascita. E Beatrix, la cyborg-replicante – ultimo tentativo fallito di ricreare l’originale perduto chiamato donna – conscia del suo stato di mortale e memore della vita perduta, arrischiante e dannata a giocare, paradossalmente si rivela infine più umana e più pura e poetica del fantasma amante/sognante. La cyborg, resa icona tragica postmoderna, porta forse in sé l’annuncio di una possibilità futura? Sta a dirci che forse, tentativo dopo tentativo, la vita, come sapienza ultima riconciliata con la natura può nuovamente illuminare, come sole, quel pianeta sull’orlo della fine? O forse è solo l’ultima creatura generata dalla mente in un mondo interamente macchinale per una sfida che già si sa destinata alla sconfitta? Un libro complesso e sorprendente infine, che fonde poesia e prosa entro una trama fitta di dialoghi come una classica piece teatrale, ma anche un libro che può essere letto come una raffinata favola postmoderna dal lettore che non voglia correre il rischio di addentrarsi nel dedalo invisibile che i versi sottendono, col rischio di cadere in una delle profonde voragini che a tratti, come ferite profonde della terra, si aprono tra lo spazio sottile dei versi.

 
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