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Operazione Odessa. La fuga dei gerarchi nazisti verso l'Argentina di Perón

di Uki Goñi edito da Garzanti Libri, 2007

Operazione Odessa. La fuga dei gerarchi nazisti verso l'Argentina di Perón libro di Goñi Uki

Dopo la sconfitta di Hitler, numerosi gerarchi nazisti trovarono rifugio in Argentina: criminali di guerra come Eichmann, Barbie e Mengele, passati per Genova tra il 1949 e il 1951. Lungo la "rotta dei topi" fuggirono anche ustascia croati, collaborazionisti belgi e filo-nazisti francesi. A organizzare la fuga era la misteriosa ed efficiente "Organisation der ehemaligen SS-Angehorigen", nome in codice Odessa. In molti hanno cercato i segreti di Odessa, ma mancavano ancora diversi tasselli importanti. Per la prima volta, dopo una serie di indagini in Sud America e utilizzando materiali inediti dei servizi segreti americani ed europei, ma anche attraverso una serie di interviste, Uki Goni ricostruisce l'intera filiera, con una serie di rivelazioni che riguardano gli accordi tra il governo del presidente argentino Juan Domingo Perón e la chiesa cattolica argentina, le complicità delle autorità elvetiche, le basi italiane, le azioni degli agenti segreti di Himmler a Buenos Aires e in Europa, il trasferimento del tesoro di stato della Croazia (frutto della spoliazione di 600.000 ebrei e serbi) in Argentina. Con il piglio del grande giornalista e l'attenzione dello storico, Uki Goni porta alla luce molti segreti inconfessati e inconfessabili: il suo libro ha rotto il muro del silenzio costruito intorno a una delle pagine più oscure e controverse della storia recente.

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I Commenti degli Utenti
"Operazione Odessa. La fuga dei gerarchi nazisti verso l'Argentina di Perón"
orlok, 2011-09-26
5

Resoconto dettagliato e coraggioso sulla verità che c’è dietro alla fuga dei nazisti, su cui esistono tanti luoghi comuni e tante dicerie in parte vere in parte no. La responsabilità di tutto questo di chi è? Sicuramente l’Argentina di Peron ne ha una buona parte, con la sua politica della Terza Via voleva instaurare un governo che non fosse né fascista né comunista, accogliendo intanto numerosi gerarchi e figure di spicco del Terzo Reich (Mengele, Eichmann) assieme ad ebrei. Ma l’Argentina è la punta dell’Iceberg; sotto l’autore del libro svela una rete tentacolare di collaborazionisti che va dalla Germania all’Italia, passando per la Svizzera fino in Francia, Spagna e Portogallo, dove è incluso il Vaticano, con il cinico Monsignor Draganovic che aiutò molti criminali tedeschi a cambiare identità rendendoli invisibili a chiunque, fornendogli passaporti e permessi validi per l’espatrio, denaro su conto svizzero e quant’altro. Tutto per non favorire il dilagante comunismo di fine guerra! Un intrigo di persone, di spie, di collaboratori al servizio del soldo e di nazioni che non avevano alcun interesse se non diventare più potenti come l’Argentina che reclutò uno scienziato missilista tedesco, diversi chimici, tutte persone che lavorarono indisturbate in Sud America per molti anni mentre in Europa i meno fortunati venivano processati. Così anche gli Stati Uniti, checché se ne dica, hanno la loro responsabilità in questo; la stessa CIA ha ingaggiato medici nazisti e li ha fatti lavorare in America per i servizi segreti americani, hanno reclutato ex-SS come agenti di spionaggio contro l’Unione Sovietica durante la Guerra Fredda e chissà cos’altro ancora...Tutto ciò viene illustrato piuttosto bene ed è davvero agghiacciante scoprire che nulla, in realtà, è come sembra; la domanda che rimane è la stessa: chi è il carnefice e chi la vittima? Chi ha perpetrato l’Olocausto o chi ha liberato l’Europa dai nazisti per poi sfruttarli a proprio vantaggio? Chi è stato più cinico e senza scrupoli?