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Gli elisir del diavolo

di Hoffmann Ernst T. edito da Newton & Compton, 2006

Gli elisir del diavolo libro di Hoffmann Ernst T.

Scritto tra il 1814 e il 1815, questo primo romanzo di Hoffmann, narrazione faustiana e dongiovannesca, è anche una lucida rappresentazione della cata- strofe che minaccia l'individuo abbandonato dalle certezze illuministe. In questo senso preannuncia alcuni temi fondamentali della letteratura moderna.

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Gli elisir del diavolo libro di Hoffmann Ernst T.
Gli elisir del diavolo
Hoffmann Ernst T.
edizioni L'orma

, 2013
disponibile 3/5 gg
€ 25,00
€ 22,50
 
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"Gli elisir del diavolo"
Il ritratto della modernità
Alex Toppi, 2011-12-06
4

"La totalità del mondo Hoffmaniano (compreso l’elemento spettrale e fatato) è un’immagine del trapasso della Germania dall’assolutismo feudale ad un capitalismo deformato e straziante. L’introduzione della trascendenza è, in Hoffmann, l’espediente artistico impiegato per poter rappresentare questa specifica realtà nelle sue determinazioni essenziali" scrive Lukacs. "Fantasia favolosa" al servizio di un "realismo grottesco", ’Gli elisir del diavolo’ sono "qualcosa di più di uno sregolato e troppo fervido gioco di fantasia": sono la Germania che muta la propria natura, rendendosi essa stessa mostruosa, terribile, spaventevole oltre ogni misura. Tant’è che Hoffmann, certo, fa vedere ombre che si trascinano oscure, spettri che sghignazzano all’improvviso, defunti che tornano in vita (o almeno così è creduto) ma, assieme a questa pulviscolare produzione post-romantica, pone le strade, le taverne, gli uffici; il cibo, i vestiti, le usanze; il modo di radersi i capelli; la maniera in cui si utilizza il denaro; come il cibo è cucinato e mangiato. "Romanzo realista e corposo - ancora Lukacs - è opera ricca di pennellate sociali e di osservazioni di costume: un vero e proprio affresco del tramonto della vita feudale e della nascita della robusta vita borghese". Tra spaventose voragini ed abissi che d’improvviso si squarciano Hoffmann ci racconta com’è il reale che muta il suo aspetto, il suo senso, la percezione immediata di sé. Nello specchio ch’è questo romanzo, tra apparenze fugaci e terribili, si scorge un volto terribile: è la modernità che avanza e si mostra. Hoffmann ne ha fatto il ritratto.