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Il cacciatore di aquiloni

di Khaled Hosseini edito da Piemme, 2004

Il cacciatore di aquiloni libro di Hosseini Khaled

“Il cacciatore di aquiloni” narra una storia di amicizia attraverso trent’anni di storia afghana. C’è stato un tempo in cui Kabul era una città splendida e attiva, dov’era tradizione in primavera far volare gli aquiloni e i bambini davano loro la caccia. Amir e Hassan, i protagonisti di questo travolgente romanzo, hanno trascorso lì la loro infanzia e formavano una coppia eccezionale nei tornei cittadini di combattimenti tra aquiloni. Niente al mondo, però, può cambiare certi dati di fatto: l’uno pashtun, l’altro hazara; l’uno sunnita, l’altro sciita; l’uno padrone, l’altro servo. Ma ciò non influenzava il loro grande affiatamento, finché un giorno, sotto gli occhi dell’amico, qualcosa accade ad Hassan. A causa di quest’evento l’armonia tra di loro viene infranta. Amir cresce soffrendo in silenzio corroso dal segreto che serba, vigliacco ed incapace ad amare quanto vorrebbe. In seguito, invece, gli aquiloni non volarono più. L’arrivo dei russi a Kabul porta la separazione delle due mezze famiglie: Amir e Baba fuggono in America, mentre Ali e Hassan restano in Afghanistan. Questa è una storia di padri e figli, di amicizia e tradimento, di rimorso e liberazione, di fughe e ritorni sullo sfondo di un Afghanistan schiacciato prima dalla morsa sovietica, poi dai talebani. Ed è Amir, ormai adulto che vive in America, a dover affrontare un viaggio di ritorno nella sua patria, un viaggio dentro di sé, un viaggio di penitenza, un viaggio di riscatto. Combatte con ricordi assordanti e violenti, sensazioni sopite ma mai dimenticate. Nel corso del romanzo si materializzano molteplici personaggi, ognuno con un proprio ruolo ed un proprio mondo interiore. Viene così descritto un vortice di emozioni derivate dalle loro anime, dalle quali si può delineare la loro personalità. Il linguaggio è ricercato, ma anche facile da capire, e fluido, non mancano termini di lingua afghana, alcuni comprensibili solo man mano che si procede con la lettura. Ciò che i personaggi dicono e fanno è descritto con una naturalezza e chiarezza talmente perfetta tanto da far immaginare di vedere un film nel quale si percepisce tutto: dai paesaggi, ai sentimenti, dalle espressioni, ai singoli movimenti. Può essere definito un romanzo di formazione, con uno sfondo autobiografico, perché narra i vari cambiamenti vissuti dal protagonista, riprendendo aspetti della vita, come quelli dell’infanzia, dell’amicizia, della parentela, dell’amore e della riconoscenza dello scrittore adattandoli alla storia. Il narratore esprime i suoi pensieri, le sue paure e le sue preoccupazioni favorendo una lettura molto realistica.

Recensione Unilibro a cura di piccolalettrice91

Informazioni bibliografiche

  • Titolo del Libro: Il cacciatore di aquiloni
  • AutoreKhaled Hosseini
  • Editore: Piemme
  • Data di Pubblicazione: 2004
  • Genere: ITALIANO
  • Pagine: 394
  • Traduttore: Vaj I.
  • Peso gr: 475
  • Dimensioni mm: 210 x 130 x 30
  • ISBN-10: 8838481725
  • ISBN-13: 9788838481727
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I Commenti degli Utenti
"Il cacciatore di aquiloni"
piccolalettrice91, 2012-04-01
4

“Il cacciatore di aquiloni” narra una storia di amicizia attraverso trent’anni di storia afghana. C’è stato un tempo in cui Kabul era una città splendida e attiva, dov’era tradizione in primavera far volare gli aquiloni e i bambini davano loro la caccia. Amir e Hassan, i protagonisti di questo travolgente romanzo, hanno trascorso lì la loro infanzia e formavano una coppia eccezionale nei tornei cittadini di combattimenti tra aquiloni. Niente al mondo, però, può cambiare certi dati di fatto: l’uno pashtun, l’altro hazara; l’uno sunnita, l’altro sciita; l’uno padrone, l’altro servo. Ma ciò non influenzava il loro grande affiatamento, finché un giorno, sotto gli occhi dell’amico, qualcosa accade ad Hassan. A causa di quest’evento l’armonia tra di loro viene infranta. Amir cresce soffrendo in silenzio corroso dal segreto che serba, vigliacco ed incapace ad amare quanto vorrebbe. In seguito, invece, gli aquiloni non volarono più. L’arrivo dei russi a Kabul porta la separazione delle due mezze famiglie: Amir e Baba fuggono in America, mentre Ali e Hassan restano in Afghanistan. Questa è una storia di padri e figli, di amicizia e tradimento, di rimorso e liberazione, di fughe e ritorni sullo sfondo di un Afghanistan schiacciato prima dalla morsa sovietica, poi dai talebani. Ed è Amir, ormai adulto che vive in America, a dover affrontare un viaggio di ritorno nella sua patria, un viaggio dentro di sé, un viaggio di penitenza, un viaggio di riscatto. Combatte con ricordi assordanti e violenti, sensazioni sopite ma mai dimenticate. Nel corso del romanzo si materializzano molteplici personaggi, ognuno con un proprio ruolo ed un proprio mondo interiore. Viene così descritto un vortice di emozioni derivate dalle loro anime, dalle quali si può delineare la loro personalità. Il linguaggio è ricercato, ma anche facile da capire, e fluido, non mancano termini di lingua afghana, alcuni comprensibili solo man mano che si procede con la lettura. Ciò che i personaggi dicono e fanno è descritto con una naturalezza e chiarezza talmente perfetta tanto da far immaginare di vedere un film nel quale si percepisce tutto: dai paesaggi, ai sentimenti, dalle espressioni, ai singoli movimenti. Può essere definito un romanzo di formazione, con uno sfondo autobiografico, perché narra i vari cambiamenti vissuti dal protagonista, riprendendo aspetti della vita, come quelli dell’infanzia, dell’amicizia, della parentela, dell’amore e della riconoscenza dello scrittore adattandoli alla storia. Il narratore esprime i suoi pensieri, le sue paure e le sue preoccupazioni favorendo una lettura molto realistica.

"Il cacciatore di aquiloni"
delicato e avvolgente
LaMu, 2011-12-07
5

Inizio leggero, apparentemente lento, ma in breve ti avvolge la trama. I personaggi, caratteristici e vivi, puoi quasi toccarli, ne senti l’odore. E’ un evolversi dal mondo reale che conosciamo a ciò che leggiamo sui giornali, che sentiamo alla televisione, ma da un nuovo punto di vista... indimenticabile.

"Il cacciatore di aquiloni"
A caccia di perdono
WARDIA, 2011-11-10
4

Nella sua bella casa di San Francisco Amir riceve una telefonata che provocherà un vero terremoto nella sua tranquilla esistenza. La chiamata arriva da Kabul, la sua città natale, dalla quale Amir è fuggito tanti anni fa, quando smisero di volare i bellissimi aquiloni colorati ai quali i bambini davano la caccia perché i nuovi padroni del paese, i Talebani, li vietarono. Amir sa che non può fare a meno di tornare in Afghanistan, anche se il paese è diventato, ormai, un mondo violento e grigio dove le donne sono invisibili, dove tutto è in rovina e la gente ha solo paura negli occhi e disperazione nel cuore. Deve affrontare il viaggio verso la sua terra devastata e nello stesso tempo ripercorre, con la memoria, la strada del suo passato. Quando, figlio di un ricco uomo d’affari, viveva con il padre Baba nella casa più bella del nuovo quartiere della zona nord di Kabul. Amir aveva un amico fraterno, Hassan, servo e Hazara, che viveva con il padre in una capanna di argilla,mentre lui era il padrone e Pashtun. Nonostante le differenze, Amir e Hassan condividevano, felici e incoscienti, risate e giochi e costruivano insieme l’aquilone per partecipare al concorso del più bel aquilone di Kabul. Questo ritorno a casa rappresenta per Amir la possibilità di riscattarsi da una colpa terribile per la quale i quasi 20 anni trascorsi in America non sono riusciti a rendere meno bruciante il senso di vergogna e l’urgenza di espiare. Amir deve affrontare non soltanto la realtà ormai estranea di un paese sconvolto dalla guerra e dalla mancanza di libertà e di speranza, ma anche i fantasmi della sua infanzia. Questo libro appassionante racconta in un modo avvincente i rapporti tra padri e figli ma parla anche di temi universali come l’amicizia e il tradimento, i rimorsi e la redenzione, le fughe e i ritorni. Primo romanzo dello scrittore americano di origine afgana Khaled Hosseini, pubblicato in Italia nel 2004 ”Il cacciatore di aquiloni” ha avuto immediatamente un incredibile successo di pubblico sicuramente perché non si può rimanere indifferente di fronte alle vicissitudini dei personaggi, così come non si può non provare dolore per la storia dell’Afghanistan, un paese martoriato, di cui la cultura è stata calpestata e la popolazione offesa in tutti i modi. Successo dovuto anche allo stile di Hosseini, semplice, evocatore nelle descrizioni e molto efficace nella capacità di emozionare e suscitare empatia nei lettori. L’enorme successo riscontrato dal libro ha portato la casa di produzione Dreamworks di Spielberg ad acquistarne i diritti e nel 2007 il regista Marc Forster ha portato la storia di Amir e Hassan sul grande schermo.

"Il cacciatore di aquiloni"
orianakarensara, 2011-10-31
3

un libro di quelli che non te li scordi. una storia toccante, viva, tragica, intima e ben scritta, che suscita un sentimento di amore straziato verso questa difficile realtà. un’opera che, dopo averla letta, continua a rieccheggiare nel proprio cuore. un libro epico sulla storia recente del popolo afgano. un libro sul senso profondo dell’amicizia. un libro che abbatte i tempi e le barriere

"Il cacciatore di aquiloni"
Anna Karenina, 2011-09-10
5

Romanzo travolgente,profondamente toccante.Ne consiglio vivamente la lettura!

"Il cacciatore di aquiloni"
un libro dal carattere sociologico
mt040287, 2011-07-23
5

uno dei libri più belli che io abbia mai letto.Interessanti gli spunti sulla sociologia della comunicazione, in particolar modo per quel che concerne il ghetto e la situazione degli immigrati, molto spesso esclusi dalla società, senza tenere conto che ognuno di noi può essere un immigrato. Come il caso di Amir e Baba che da un ghetto volontario si ritrovano in un ghetto reale, fatto di immigrati come loro fuggiti dai loro Paesi. Da questo punto di vista si può anche osservare le difficoltà di inserimento di queste persone nelle varie società. ottimo libro che fa sognare, ti permette di volare insieme agli aquiloni.

"Il cacciatore di aquiloni"
Il cacciatore di aquiloni: splendido!
kimmi84, 2010-11-13
4

Leggendolo si entra nel libro, si diventa spettatori e attori di una storia drammaticamente vera. In questo libro si mescolano perfettamente desideri, profumi, sogni, delusioni, speranze. l’autore lancia un urlo fortissimo di disperazione legato a colpe passate del protagonista ma anche a colpe di un paese che ancora fatica a dare la giusta libertà.Un urlo che si snoda per tutto il libro fino alla fine quando prenderà il volo con l’aquilone della rinascita e del riscatto.

"Il cacciatore di aquiloni"
Il sorriso degli aquiloni
ire.76, 2010-10-13
3

D’impatto, emozionante, pieno di sentimento, questi gli ingredienti che l’autore americano di origine afgana Kaled Hosseini ci regala. Un romanzo pieno di colpi di scena, ricco di descrizioni e di particolari soprattutto su ciò che riguarda due diverse etnie quella del mondo orientale (Pakistan, Afghanistan) e quella del mondo occidentale (Usa). Gli aquiloni simbolo di libertà e spensieratezza accompagneranno l’intera narrazione e permetteranno ai protagonisti di ritornare a sorridere. Un romanzo quindi tutto da scoprire che lascerà un segno nella vostra anima.

"Il cacciatore di aquiloni"
il cacciatore di aquiloni
lomy, 2010-09-08
4

La lotta tra gli aquiloni è affascinante, eppure fa male pensare che esistono paesi in cui non volano più perchè i bambini non hanno voglia di giocare, oppressi dal dolore e dai soprusi. Un libro doloroso, commovente, che mette in luce con una sintesi perfetta sentimenti talvolta nobili, talvolta meschini, ma soprattutto pone l’accento sul dolore di una scelta che ti condanna a vita al rimorso!

"Il cacciatore di aquiloni"
DolceN£v!a, 2008-08-18
5

Un libro magnifico come pochi...E’ un libro che scuote il cuore e che ti fa apprezzare ciò che ti sta attorno...Ti fa apprezzare la tua infanzia, la tua gioventù..il tuo mondo così tanto diverso dal mondo di Amir e Hassan..Un mondo stracolmo di ingiustizie, strupi e guerre...La guerra ha invaso le pagine di questo libro, la vita di così tanta gente..di Hassan, di Amir e di Baba...solo leggendo queste pagine ho capito qual’è stata la realtà che ha invaso l’Afganistan: una realtà che ancora oggi sopravvive! Grazie Khaled Hosseini per avermi fatto capire qual’è il vero significato dell’amore....

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