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La pietra lunare. Scena della vita di provincia

di Tommaso Landolfi edito da Adelphi, 1995

La pietra lunare. Scena della vita di provincia libro di Landolfi Tommaso

Recensione Unilibro a cura di Alex Toppi

Demistificazione del senso comune, avanguardismo di forma, sostanza iperletteraria e sorveglianza estrema di scrittura, conclamata impossibilità di una dinamica razionale, straniamento percettivo e narrativo: è ’La pietra lunare’ di Tommaso Landolfi. Prosa che nasce, cresce e si rafforza alimentando il dubbio fantastico (verità, non verità, illusione e apparenza o realtà concreta e tangibile?) pur ambientandolo in un contesto che sembra consueto. ’Scene della vita di provincia’ recita - infatti - il sottotitolo e pare rimandare a certo neorealismo di maniera primonovecentesco compiuto tra le piane della Sicilia o alle pendici dei monti d’Abbruzzo ed invece il paese, dove l’esistenza scorre monotona e tranquilla e la quotidianità non ha scosse, si fa sulfurea scena lunare, palco per spettri e fantasmi, assito in cui si muovono sagome perturbanti e infelici. Ostentazione grottesca, improvvisa una feroce famiglia, un protagonista diverso, un palazzo in cima alle case e prosegue inventando e inventando sortite notturne, tra lampi improvvisi e fulgori di luce. Disavventure oniriche intessute d’erotico, piccole beffe da stregoneria di campagna, gemiti e canti da lupanare di provincia ed altre anomalie che esistono, non esistono, non esistono ma potrebbero esistere ed essere realmente avvenute compongono l’opera: la migliore, probabilmente, di Tommaso Landolfi. D’essa scrive Marcello Carlino che è "insieme di figure, luoghi, situazioni tipiche della letteratura minore del primo Novecento italiano" che "si eleva ad esemplarità tipologica" e chiosa: un "piccolo capolavoro".

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