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Il bazar atomico

di William Langewiesche edito da Adelphi, 2007

Il bazar atomico: Dal mattino del 6 agosto 1945 il mondo sa che una guerra nucleare è possibile Chiunque è in grado di immaginare come verrebbe combattuta, e anche con quale verosimile esito Ma dopo gli eventi del 1989, e più ancora del 2001, al terrore di bombardieri strategici e missili intercontinentali se ne è sostituito un altro, più paralizzante ancora: l'idea che qualcuno, in un posto e in un momento qualsiasi, possa fare qualcosa A capire chi sia davvero in condizione di fare che cosa è dedicata questa indagine di Langewiesche, che parte dal cuore incandescente dell'esplosione su Hiroshima, attraversa le città segrete dell'ex Unione Sovietica, dove sono tuttora custodite (non sempre il verbo è appropriato) migliaia di testate e tonnellate di uranio, esplora le strade del contrabbando anche nucleare che segnano le montagne del Caucaso, per approdare a due luoghi diversi, ma ugualmente inquietanti: il lago proibito che fornisce di acqua potabile Rawalpindi, dove negli anni Settanta A Q Khan-the scientist who stole nuclear secrets from the West, allowing the North Korea and Iran, Pakistan to arm themselves-was free to go sailing, and the study of Frankfurt where an obscure American researcher , Mark Hibbs, it processes all the information available on the nuclear issue, then pour them out into articles reserved for very few specialists and to information services in each country

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