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La pelle

di Curzio Malaparte edito da Mondadori, 2001

  • € 9,00

La Napoli del primo dopoguerra che Malaparte descrive in una varieta’ di orrori non tutti fortunatamente ovvii a primo acchito da una bambina di 4 anni e mezzo e’ per me un ricordo vivissimo. Nata, come mia sorella prima di me, a New York da genitori Italiani e padre ebreo fuggiti alle leggi razziali ed a una possiblie deportazione nel 39, tornammo in Italia sulla prima nave ’civile’ che fece scalo a Napoli sulla via di Genova dove la famiglia che ci rimaneva ci aspettava. Due bambine nate nell’affluenza e nella stabilita’ degli Stati Uniti, lasciammo l’imbarcazione coi nostri genitori per fare un giro in carrozzella a Napoli che mio padre pensava ci sarebbe piaciuto e fummo cosi’ scioccate da cio’ che vedemmo.. dall’estrema poverta’, dall’ovvia prostituzione, dalle macerie e dall’infame sporcizia ovunque si girasse lo sguardo, che reclamammo di tornare subito alla nave dove ci spogliammo da capo a piedi e facemmo un bagno per toglierci di dosso l’odore di marcio che ci si era appiccicato addosso. Avevo solo 4 anni, ma oggi a quasi 68 lo ricordo ancora.

Recensione Unilibro a cura di Paola

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Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"La pelle"
Napoli 1945
Paola, 2009-08-09
3

La Napoli del primo dopoguerra che Malaparte descrive in una varieta’ di orrori non tutti fortunatamente ovvii a primo acchito da una bambina di 4 anni e mezzo e’ per me un ricordo vivissimo. Nata, come mia sorella prima di me, a New York da genitori Italiani e padre ebreo fuggiti alle leggi razziali ed a una possiblie deportazione nel 39, tornammo in Italia sulla prima nave ’civile’ che fece scalo a Napoli sulla via di Genova dove la famiglia che ci rimaneva ci aspettava. Due bambine nate nell’affluenza e nella stabilita’ degli Stati Uniti, lasciammo l’imbarcazione coi nostri genitori per fare un giro in carrozzella a Napoli che mio padre pensava ci sarebbe piaciuto e fummo cosi’ scioccate da cio’ che vedemmo.. dall’estrema poverta’, dall’ovvia prostituzione, dalle macerie e dall’infame sporcizia ovunque si girasse lo sguardo, che reclamammo di tornare subito alla nave dove ci spogliammo da capo a piedi e facemmo un bagno per toglierci di dosso l’odore di marcio che ci si era appiccicato addosso. Avevo solo 4 anni, ma oggi a quasi 68 lo ricordo ancora.