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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé. Riscrittura e continuazione

di Alice Miller edito da Bollati Boringhieri, 2008

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Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero sé. Riscrittura e continuazione libro di Miller Alice

Recensione Unilibro a cura di Francesco Rizzo

Alice Miller è stata una psicoterapeuta e una saggista, ad indirizzo psicoanalitico, particolarmente apprezzata per le sue attività di ricerca e di cura sulla realtà infantile, con particolare attenzione ai riverberi di un’educazione violenta o anaffettiva. “Il dramma del bambino dotato e la ricerca del vero Sé”, pubblicato negli Stati Uniti nel 1980, ha rappresentato il primo saggio su un tema, quello del bambino destinato a raccogliere e dar sfogo al narcisismo dei genitori, e privato della possibilità di dischiudere il proprio Sé autentico, che ha convogliato gran parte delle energie dell’autrice statunitense. Con l’espressione “bambino dotato”, Alice Miller si riferisce a quel bambino dotato di abilità, quasi innate e spontanee, a percepire i bisogni più reconditi ed inconsci dei propri genitori, fino ad allinearsi ad essi. Il prezzo da pagare rispetto a tale aderenza è, come accennato qualche riga più in su, l’otturazione di quei sentimenti più spontanei (la rabbia, l’indignazione, la paura, l’invidia), che agli occhi del “bambino dotato”, estensione narcisistica dei propri oggetti primari, sembrano inaccettabili ai “grandi”. In tal modo, come sottolineato magistralmente da Alice Miller sulla scorta di numerosi casi clinici attinti alla propria esperienza clinica, ciò che il bambino sembra sacrificare è esattamente lo sviluppo di una personalità più autentica, il che, soprattutto ai giorni nostri, sembra tradursi in un impoverimento inesorabile del proprio universo affettivo, in un appiattimento anche solo del riconoscimento dei propri vissuti emotivi; da lì, i sintomi della moderna clinica psicopatologica (per alcuni autori una clinica del “vuoto”): depressioni, patologie narcisistiche e maniacali, oppure commistioni tra le due condizioni. In un linguaggio chiaro e appassionato, che tradisce (felicemente) la profonda sensibilità clinica dell’autrice, il lettore è trascinato dentro questo mondo di “sottili violenze dell’amore materno”, nella sofferenza inespressa di questi bambini che diventano poi adulti problematici; un volume che rappresenta senza dubbio uno dei più originali e preziosi contributi sulla questione del narcisismo patologico e delle sue diramazioni.

Informazioni bibliografiche

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