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La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal PIL libro di Pallante Maurizio

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La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal PIL libro di Pallante Maurizio
La decrescita felice. La qualità della vita non dipende dal PIL
Pallante Maurizio
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Descrizione

II segnali sulla necessità di rivedere il parametro della crescita su cui si fondano le società industriali continuano a moltiplicarsi: l'avvicinarsi dell'esaurimento delle fonti fossili e le guerre per averne il controllo, i mutamenti climatici, lo scioglimento dei ghiacciai, l'aumento dei rifiuti, le devastazioni e l'inquinamento ambientale. Eppure gli economisti e i politici, gli industriali e i sindacalisti con l'ausilio dei mass media continuano a porre nella crescita del prodotto interno lordo il senso stesso dell'attività produttiva. In un mondo finito, con risorse finite e con capacità di carico limitate, una crescita infinita è impossibile, anche se le innovazioni tecnologiche venissero indirizzate a ridurre l'impatto ambientale, il consumo di risorse e la produzione di rifiuti. Queste misure sarebbero travolte dalla crescita della produzione e dei consumi in paesi come la Cina, l'India e il Brasile, dove vive circa la metà della popolazione mondiale. Né si può pensare che si possano mantenere le attuali disparità tra il 20 per cento dell'umanità che consuma l'80 per cento delle risorse e l'80 per cento che deve accontentarsi del 20 per cento. Forse è arrivato il momento di smontare il mito della crescita, di definire nuovi parametri per le attività economiche e produttive, di elaborare un'altra cultura, un altro sapere e un altro saper fare, di sperimentare modi diversi di rapportarsi col mondo, con gli altri e con se stessi.

 
I Commenti degli Utenti
dall’’utopia gaberiana alla corrente di pensiero
guglielmo, 23 03 2011
4

insieme a Latouche, credo Pallante sia il miglior divulgatore di questo modello sociale che riscopre il valore dell’"antivalore". Restituisce la verità come schiaffo alla propaganda e fa proseliti. Spero in numero sempre più grande. Lo sapete che esistono già comunità che realizzano la banca del tempo, l’autoproduzione dei beni, l’acquisto solidale? Allora perchè non dare spazio ai temi descritti con tanto vigore e convinzione contagiosa dal nostro Pallante? Consigliabilissimo, per cominciare a parlare di nuovo di vero progresso.