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Pasolini e la televisione

Un libro edito da Marsilio, 2011

Pasolini e la televisione libro

 
Recensione Unilibro a cura di Alex Toppi

Per Pasolini, accanto alla rivoluzione infrastrutturale che realizza ed esercita «il linguaggio tecnologico» (di cui sopra), è avvenuta «la rivoluzione del sistema di informazioni» ovvero si è imposta «la televisione»: «Per mezzo della televisione il Centro ha assimilato a sé l’intero paese», lo ha riplasmato con «un’opera di omologazione distruttrice di ogni autenticità e concretezza», imponendogli il modello formale e sostanziale «della nuova industrializzazione». Chiude Pasolini scrivendo: «La responsabilità della televisione, in tutto questo, è enorme. Non certo in quanto ‘mezzo tecnico’ ma in quanto strumento del potere e potere essa stessa. Essa non è soltanto un luogo attraverso cui passano i messaggi, ma è un centro elaborato di messaggi. È il luogo dove si fa concreta una mentalità che, altrimenti, non si saprebbe dove collocare. È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere». La Politica perde la propria capacità di racconto condannandosi ad emettere fiato. Vuoto. Che viene reiterato ossessivo: in televisione. Pasolini: millenovecentosettantadue, millenovecentosettantatre. Il volume edito da Marsilio analizza la posizione pre-veggente di PPP, ratificando la lucidà analisi secondo l’odierne (ed ossessive, informi, plurigenie) strategie di comunicazione politico-istituzionale.