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Il prigioniero del cielo libro di Ruiz Zafón Carlos

 
Recensione Unilibro a cura di Lu.Ca.

Amiche lettrici , amici lettori , non so quanti di voi hanno letto " L’ Ombra del vento " spendido romanzo da 10 e lode! Non so quanti di voi hanno letto il seguito " Il gioco dell’angelo " buono ma non certo all’ altezza del precedente. Chiunque abbia letto entrambe o anche solo una di queste storie e si appresta a leggere questo libro, si metta il cuore in pace e dcimentichi subito il fascino della Barcellona incantevole e misteriosa narrata sapientemente soprattutto nel primo romanzo e dimentichi anche il fascino degli enigmatici protagonisti perchè di tutto ciò in questa ultima "fatica" di Zafon non vi è alcuna traccia. Purtroppo anche lui, dopo essere stato baciato dal meritato successo ed entrato nel novero dei grandi scrittori contemporanei, si sta limitando a scrivere con la penna e non col cuore , certo com’è di vendere in ogni caso milioni di copie dei suoi libri. Spiace stroncare così uno scrittore che in passato ha saputo regalare non poche emozioni, ma credetemi questo libro sembra proprio peggio della brutta copia dei suoi precedenti lavori. Insomma un continuo "calando" romanzo dopo romanzo e , se questa è la tendenza, non oso pensare cosa sarà il prossimo conclusivo capitolo di questa quadrilogia. Bocciato " a pieni " voti. 2 di stima e per rispetto.

 
I Commenti degli Utenti
Josephine@, 09 06 2012
4

Il romanzo é il terzo della trilogia che comprende il successo piu grande di Zafon, l’Ombra del vento, e il Gioco dell’angelo e si colloca cronologicamente dopo i fatti narrati negli altri due romanzi, ma in realtà, i personaggi raccontano ciò che é successo prima, quando Daniel, il protagonista di tutti e tre é soltanto un bambino. É una specie di quadratura del cerchio, perché in questo romanzo Zafon racconta come i destini dei protagonistii si intrecciano tra loro in una storia tormentata e malinconica, sullo sfondo di una Barcellona devastata dalla guerra e dal franchismo. L’atmosfera é immutata, cupa, a tratti kafkiana, anche se l’indole scherzosa e allegra dei due protagonisti principali, Daniel Sempere e Fermin, contribuisce a smorzarne i toni. Dopo il successo strepitoso dell’Ombra del vento, che ha lasciato tutti senza fiato per aver creato un’aura magica intorno a Barcellona e al Cimitero dei Libri Dimenticati, è stata dura per l’autore replicare quell’impresa, ma ho ritrovato in questo romanzo, più che nel Gioco dell’Angelo, quell’atmosfera particolare e il ritmo rocambolesco. In sintesi direi che è una lettura che vale la pena.

Vale765, 13 03 2012
4

Carlos Ruiz Zafon è un autore spagnolo baciato dalla fortuna e dal successo grazie a quello che per molti è stato definito un vero capolavoro, "L’ombra del vento", diventato un indiscutibile caso letterario a seguito di un rapido ed entusiasmante passaparola. Da quel momento molti hanno atteso col fiato sospeso che la penna di Zafon tornasse a scrivere qualcosa di altrettanto magico, convincente, emozionante. Forse, i suoi sostenitori hanno aspettato troppo. Dopo "L’ombra del vento", Zafon cerca di stupire i suoi lettori con "Il gioco dell’angelo", che si ricollega in qualche modo al primo successo, ma che non ne segue la scia di merito e soddisfazione. Zafon non si arrende e forte del suo "nome", consacratosi nella letteratura contemporanea proprio grazie a quel famoso passaparola, comincia a pubblicare ogni anno un romanzo del genere a lui caro: narrativa giovanile. Quest’autore spagnolo, infatti, nasce proprio come autore di romanzi adolescenziali di cui sono un esempio "Il principe della nebbia" (opera breve e poco convincente), "Il palazzo della mezzanotte" (deludente e inverosimile), "Marina" (con cui sembra tornare ad appassionare), "Le luci di settembre" (con cui sembra sia tornato a colpire). All’improvviso, con stupore di molti, siti web e librerie pubblicizzano e "salutano" il suo nuovo "figlio": "Il prigioniero del cielo", parte della quadrilogia del "Cimitero dei libri Dimenticati", quadrilogia in cui vengono annoverati anche i suoi due primi scritti. Nessuno aveva ben compreso, forse, che l’idea di Zafon fosse quella di costruire una saga intorno alle vicende di Daniel Sempere&Co., ma Zafon ama stupire. Anche se spesso crede solo di farlo. Il romanzo è stato accolto da molti con delusione e disillusione. "Quel" Zafon, quello dell’esordio forse si è spento prima ancora di bruciare. Altri, invece, hanno tirato un sospiro di sollievo. Eccolo. Bentornato Zafon. A chi credere? Lo stile è quello "classico", semplice, ma avvolgente. Le atmosfere tornano ad essere quelle di suspense e adrenalina della Barcellona de "L’ombra del vento". I protagonisti sono cresciuti e sono alla ricerca della verità, perchè il passato irrompe nella loro quotidianità inaspettatamente. "Il prigioniero del cielo" è un ponte tra "L’ombra del vento" e "Il gioco dell’angelo", ma non una soluzione, anzi. E’ un’enigma, un nodo in cui vengono inseriti diversi elementi inconclusi che i lettori sperano veder soluti nell’ultimo capitolo di quella che, evidentemente, è divenuta una saga. Una saga capitanata da un capolavoro che merita la sua dignitosa conclusione.

Un romanzo che ti prende fino alla fine!
Caterina 1980, 09 03 2012
3

Appassionante quanto convincente il romanzo di Carlos Ruiz Zafón. Se c’era bisogno ancora di conferme per il talento letterario di Zafón questo libro convicerà sia chi ancora non lo ha mai letto che i detrattori. Siamo a Barcellona e Daniel, il protagonista è a lavoro nella sua libreria quando un tipo alquanto strano gli consegna la copia di un misterioso libro da dare al suo amico Fermin. Sul libro è stata scritta una dedica che convincono Daniel che ci sia qualcosa di sospetto. Decide di indagare, ma dagli elementi che riesce a portare alla luce scopre che la storia del libro è intrecciato con il suo passato e la morte della madre. Assoluttamente consigliato per gli amanti della suspance!