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Lettere nella sabbia. 1941-1946. «Bairagarh, India»

di Dario Spaccapeli edito da CSA Editrice, 2011

Lettere nella sabbia. 1941-1946. «Bairagarh, India»: Bairagarh, un lembo di terra nell'Upper Lake, a pochi chilometri da Bhopal, sul Tropico del Cancro. Una pianura di caldo e di umidità, di stagni e di zanzare, un deserto di sofferenza e di desolazione. Dentro un'immensa distesa di baracche e filo spinato ventimila prigionieri di guerra italiani, provenienti dalle sabbie della Libia e dell'Etiopia, in lotta quotidiana contro l'inedia e le malattie. Unici contatti con gli affetti lontani i fogli prestampati o le cartoline da spedire una volta la settimana e i radiomessaggi o la posta proveniente dall'Italia. Le lettere giunte a destinazione, scritte e ricevute dal Prisoner of War n. 60397, sono diventate un diario, un diario che racconta quegli anni senza vita e senza futuro. Grazie a quelle lettere Bruno riuscì a mantenere un debole contatto con i genitori lontani, a sopravvivere e a tornare. Una testimonianza.
Bairagarh, a strip of land on the Upper Lake, a few kilometers from Bhopal, on the Tropic of cancer. A plain of heat and moisture, ponds and mosquitoes, a wilderness of suffering and desolation. In a huge expanse of shacks and barbed 20,000 Italian prisoners of war, from the sands of Libya and Ethiopia, in daily struggle against starvation and disease. Only contacts with distant affections preprinted sheets or postcards to send once a week and radio messages or mail coming from Italy. The letters arrived, written and received by the Prisoner of War # 60397, have become a diary, a diary that chronicles those years lifeless and without future. Thanks to those letters Bruno managed to maintain a weak contact with parents far away, to survive and to come back. A testimony.

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