ricerca
avanzata

Prima delle parole. Comprendere il linguaggio del tuo bambino e favorirne lo sviluppo

di Stephan Valentin edito da Apogeo, 2011

Prima delle parole. Comprendere il linguaggio del tuo bambino e favorirne lo sviluppo libro di Valentin Stephan

 
Recensione Unilibro a cura di Seby

Le prime produzioni vocali dei bambini sono le lallazioni che iniziano a presentarsi dal 4°-6° mese di vita che sono caratterizzate dalla ripetizione di sillabe in serie ( ma-ma-ma, pa-pa-pa, da-da-da, ecc.). Le lallazioni non sembrano avere un intento comunicativo, ma costituiscono una sorta di esercizio delle capacità articolatorie e preverbali. Più tardi, con il passare dei mesi le lallazioni tendono a coincidere con i fonemi utilizzati dalla ligua dell’ambiente nel quale il bambino viene allevato e verso il settimo-ottavo mese circa il bambino normalmente sviluppato può reagire a tono ad alcune richieste e usare egli stesso parole monosillabiche, come il sì e il no. La seconda fase di sviluppo linguistico è quella monoverbale che inizia dal decimo-dodicesimo mese circa. Il bambino comincia a produrre le sue prime parole, della lunghezza di due sillabe, e il suo vocabolario si arricchisce rapidamente. Intorno ai diciotto mesi, molti bambini possiedono un lessico di circa ottanta parole; più tardi, intorno ai due anni, il lessico si estenderà fino a trecento parole. A questa età però il bambino non costruisce ancora delle frasi, ma nell’esprimersi userà una parola per volta. L’apprendimento del vocabolario non è imitativo, ma è guidato dall’uso ed è finalizzato alla comunicazione. La terza fase di sviluppo linguistico è quella del linguaggio telegrafico che compare fra i diciotto e i ventiquattro mesi, in cui i bambini cominciano a combinare le parole in espressioni di due elementi l’una in cui le frasi sono prive di articoli, congiunzioni e avverbi, e questa modalità di comunicazione è stata definita appunto linguaggio telegrafico, proprio per la sua schematicità. La quarta fase di sviluppo linguistico è quella dell’acquisizione grammaticale e sintattica, dove il bambino utilizza i morfemi iperregolarizzandoli, nel senso che applica il morfema nella sua eccezione regolare anche alle forme irregolari, proprio perché ha ben assimilato la regola di costruzione del morfema. Più tardi, i bambini imparano le trasformazioni di semplici frasi dichiarative in forma negativa, interrogativa e composta. Poi, tra i due e i sei anni, il bambino presenta uno sviluppo semantico che lo porta all’uso del linguaggio adulto e presenta una estensione del vocabolario in media di dieci parole al giorno.