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Il Bijou nel sogno americano. La cultura del gioiello non prezioso

di Erika Zacchello edito da Gruppo Albatros Il Filo, 2010

Come la complessità e la bellezza del grande Disegno può essere colta tanto nel miracolo della vita quanto in una goccia di rugiada, così l’osservatore attento è in grado di leggere la società e la cultura di un popolo nei grandi eventi riportati sui libri di Storia, così come nella variazione delle forme e dei materiali di un piccolo bijou. Anzi, è proprio dal buco della serratura che si riesce a cogliere un genuino quanto inaspettato spaccato sulla cultura materiale di un popolo spesso ed in modo sbrigativo indicato dal vecchio continente come povero di tradizioni culturali proprie. Un popolo al quale, la cosa ci piaccia oppure no, dobbiamo sicuramente riconoscere un ruolo sostanziale nell’aver prodotto i più sentiti riferimenti iconografici, ormai divenuti veri simboli, dei quali l’occidente contemporaneo dispone. Un saggio convincente, sfaccettato, accattivante, che rischierà di trasformare anche il più scettico detrattore della mistificazione del prezioso in un sostenitore dei valori di creatività, cultura e, perché no, anche di giocosità dei quali una spilletta di latta colorata riesce a farsi tramite, scrollandosi di dosso il fardello, spesso troppo ingombrante, del controvalore veniale che ha condizionato finora la storia del gioiello propriamente detto. Un saggio non privo di effetti collaterali, il primo dei quali è il rischio di vedere voi stessi trasformati in appassionati collezionisti di bijoux!

Recensione Unilibro a cura di Franco

Informazioni bibliografiche del Libro

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Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Il Bijou nel sogno americano. La cultura del gioiello non prezioso"
Franco, 2011-06-26
4

Come la complessità e la bellezza del grande Disegno può essere colta tanto nel miracolo della vita quanto in una goccia di rugiada, così l’osservatore attento è in grado di leggere la società e la cultura di un popolo nei grandi eventi riportati sui libri di Storia, così come nella variazione delle forme e dei materiali di un piccolo bijou. Anzi, è proprio dal buco della serratura che si riesce a cogliere un genuino quanto inaspettato spaccato sulla cultura materiale di un popolo spesso ed in modo sbrigativo indicato dal vecchio continente come povero di tradizioni culturali proprie. Un popolo al quale, la cosa ci piaccia oppure no, dobbiamo sicuramente riconoscere un ruolo sostanziale nell’aver prodotto i più sentiti riferimenti iconografici, ormai divenuti veri simboli, dei quali l’occidente contemporaneo dispone. Un saggio convincente, sfaccettato, accattivante, che rischierà di trasformare anche il più scettico detrattore della mistificazione del prezioso in un sostenitore dei valori di creatività, cultura e, perché no, anche di giocosità dei quali una spilletta di latta colorata riesce a farsi tramite, scrollandosi di dosso il fardello, spesso troppo ingombrante, del controvalore veniale che ha condizionato finora la storia del gioiello propriamente detto. Un saggio non privo di effetti collaterali, il primo dei quali è il rischio di vedere voi stessi trasformati in appassionati collezionisti di bijoux!

"Il Bijou nel sogno americano. La cultura del gioiello non prezioso"
Franco, 2011-06-26
4

Come la complessità e la bellezza del grande Disegno può essere colta tanto nel miracolo della vita quanto in una goccia di rugiada, così l’osservatore attento è in grado di leggere la società e la cultura di un popolo nei grandi eventi riportati sui libri di Storia, così come nella variazione delle forme e dei materiali di un piccolo bijou. Anzi, è proprio dal buco della serratura che si riesce a cogliere un genuino quanto inaspettato spaccato sulla cultura materiale di un popolo spesso ed in modo sbrigativo indicato dal vecchio continente come povero di tradizioni culturali proprie. Un popolo al quale, la cosa ci piaccia oppure no, dobbiamo sicuramente riconoscere un ruolo sostanziale nell’aver prodotto i più sentiti riferimenti iconografici, ormai divenuti veri simboli, dei quali l’occidente contemporaneo dispone. Un saggio convincente, sfaccettato, accattivante, che rischierà di trasformare anche il più scettico detrattore della mistificazione del prezioso in un sostenitore dei valori di creatività, cultura e, perché no, anche di giocosità dei quali una spilletta di latta colorata riesce a farsi tramite, scrollandosi di dosso il fardello, spesso troppo ingombrante, del controvalore veniale che ha condizionato finora la storia del gioiello propriamente detto. Un saggio non privo di effetti collaterali, il primo dei quali è il rischio di vedere voi stessi trasformati in appassionati collezionisti di bijoux!