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SO CALLED CHAOS

Un cd di Alanis Morissette prodotto da Warner music, 2004

Quinto album in studio per la cantautrice canadese Alanis Morissette che in “So-called chaos” si avventura in atmosfere decisamente pop, spesso non raggiungendo i risultati qualitativi che ci si aspetterebbe dall’artista americana. Non mancano le chitarre elettriche (anzi), ma la produzione non ne mette in risalto completamente le potenzialità. Solo nell’iniziale “Eight easy steps” (decisamente la traccia migliore) si sentono eco del vitalismo che contraddistingueva gli ardori giovanili della Morissette. Anche la title-track risulta interessante per il ritmo di batteria che apre il pezzo, mentre la ballata “This grudge” si presenta come un ottimo episodio intimista. Sul versante prettamente pop si collocano il singolo “Out is through”, “Excuses” e “Not all me”; quest’ultima si dimostra il brano più debole del lotto, complice anche un arrangiamento che in alcuni punti sfiora la banalità. La conclusiva “Everything” è il singolo di presentazione del disco, che si difende bene nonostante la semplicità, che in questo caso non raggiunge la banalità.

Recensione Unilibro a cura di -Stefano-

Dettagli del prodotto

 
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"SO CALLED CHAOS"
-Stefano-, 2012-06-04
3

Quinto album in studio per la cantautrice canadese Alanis Morissette che in “So-called chaos” si avventura in atmosfere decisamente pop, spesso non raggiungendo i risultati qualitativi che ci si aspetterebbe dall’artista americana. Non mancano le chitarre elettriche (anzi), ma la produzione non ne mette in risalto completamente le potenzialità. Solo nell’iniziale “Eight easy steps” (decisamente la traccia migliore) si sentono eco del vitalismo che contraddistingueva gli ardori giovanili della Morissette. Anche la title-track risulta interessante per il ritmo di batteria che apre il pezzo, mentre la ballata “This grudge” si presenta come un ottimo episodio intimista. Sul versante prettamente pop si collocano il singolo “Out is through”, “Excuses” e “Not all me”; quest’ultima si dimostra il brano più debole del lotto, complice anche un arrangiamento che in alcuni punti sfiora la banalità. La conclusiva “Everything” è il singolo di presentazione del disco, che si difende bene nonostante la semplicità, che in questo caso non raggiunge la banalità.