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RUBBER SOUL (REMASTERED)

Un cd di BEATLES prodotto da EMI , 2013

  • Prezzo di Copertina: € 10,99
  • € 9,90
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Se c’è un album che segna uno spartiacque nella storia discografica dei Beatles e della scena pop/rock anni sessanta, questo è di certo Rubber Soul. George Martin, il mitico produttore della band di Liverpool, ha più volte dichiarato di ritenere Rubber Soul , da un punto di vista compositivo, esecutivo e produttivo, il migliore album realizzato dal quartetto inglese. Anche dai critici e dagli appassionati questo disco è costantemente incluso tra i più significativi e riusciti della storia della musica leggera contemporanea. Il salto di qualità determinato da un più accorto ed evoluto lavoro in studio e dalla sistematica ricerca di sonorità inedite è, in effetti, immediatamente avvertibile sin dalla prima traccia, l’accattivante Drive My Car. La chitarra si esprime con sfumature originali, il lavoro di Ringo alla batteria assume una maggiore complessità, il basso di McCartney acquisisce prominenza e viene sempre più spesso impiegato, oltre che in chiave ritmica, anche per plasmare sorprendenti tessiture melodiche. Rispetto alle spigliate e scanzonate canzoni dei primi dischi, si nota da parte dei Beatles un approccio più maturo nella composizione delle musiche e dei testi, nonché la ricerca di arrangiamenti più elaborati. Ne è esempio la seconda traccia del disco, Norwegian Wood, splendida composizione “dylaniana” targata Lennon/McCartney, ma frutto principalmente della creatività di John. Per la prima volta nella storia del rock viene introdotto il sitar, uno strumento proprio della musica indiana, a seguito del nascente interesse di George Harrison per le millenarie tradizioni culturali permeate da un forte misticismo del Paese del Gange. L’inserimento di innovativi elementi etnici ed orientaleggianti segnerà in maniera profonda il panorama musicale degli anni a venire. Ma le gemme di Rubber Soul sono numerose. Tra le quattordici tracce che compongono l’album una menzione particolare va alla celebre Michelle, tipica ballad di McCartney dal sapore latino, al malinconico fascino di Girl, alla sofferta introspezione lennoniana di Nowhere Man, impreziosita da squisite armonie vocali, alla vibrante nostalgia della meravigliosa In My Life. Anche Harrison comincia a maturare come autore proponendo un’interessante Think For Yourself, insaporita da un vivace e ruvido basso fuzz, e soprattutto la brillante If I Needed Someone. Rubber Soul è un album esemplare ed all’avanguardia, per i canoni dell’epoca, che mantiene del tutto inalterato il suo fascino anche ai giorni nostri.

Recensione Unilibro a cura di rubinos

Dettagli del prodotto

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I Commenti degli Utenti
"RUBBER SOUL (REMASTERED) "
L’immortale "Anima di Gomma" dei Beatles
rubinos, 2012-04-26
4

Se c’è un album che segna uno spartiacque nella storia discografica dei Beatles e della scena pop/rock anni sessanta, questo è di certo Rubber Soul. George Martin, il mitico produttore della band di Liverpool, ha più volte dichiarato di ritenere Rubber Soul , da un punto di vista compositivo, esecutivo e produttivo, il migliore album realizzato dal quartetto inglese. Anche dai critici e dagli appassionati questo disco è costantemente incluso tra i più significativi e riusciti della storia della musica leggera contemporanea. Il salto di qualità determinato da un più accorto ed evoluto lavoro in studio e dalla sistematica ricerca di sonorità inedite è, in effetti, immediatamente avvertibile sin dalla prima traccia, l’accattivante Drive My Car. La chitarra si esprime con sfumature originali, il lavoro di Ringo alla batteria assume una maggiore complessità, il basso di McCartney acquisisce prominenza e viene sempre più spesso impiegato, oltre che in chiave ritmica, anche per plasmare sorprendenti tessiture melodiche. Rispetto alle spigliate e scanzonate canzoni dei primi dischi, si nota da parte dei Beatles un approccio più maturo nella composizione delle musiche e dei testi, nonché la ricerca di arrangiamenti più elaborati. Ne è esempio la seconda traccia del disco, Norwegian Wood, splendida composizione “dylaniana” targata Lennon/McCartney, ma frutto principalmente della creatività di John. Per la prima volta nella storia del rock viene introdotto il sitar, uno strumento proprio della musica indiana, a seguito del nascente interesse di George Harrison per le millenarie tradizioni culturali permeate da un forte misticismo del Paese del Gange. L’inserimento di innovativi elementi etnici ed orientaleggianti segnerà in maniera profonda il panorama musicale degli anni a venire. Ma le gemme di Rubber Soul sono numerose. Tra le quattordici tracce che compongono l’album una menzione particolare va alla celebre Michelle, tipica ballad di McCartney dal sapore latino, al malinconico fascino di Girl, alla sofferta introspezione lennoniana di Nowhere Man, impreziosita da squisite armonie vocali, alla vibrante nostalgia della meravigliosa In My Life. Anche Harrison comincia a maturare come autore proponendo un’interessante Think For Yourself, insaporita da un vivace e ruvido basso fuzz, e soprattutto la brillante If I Needed Someone. Rubber Soul è un album esemplare ed all’avanguardia, per i canoni dell’epoca, che mantiene del tutto inalterato il suo fascino anche ai giorni nostri.