ricerca
avanzata

HOMOGENIC

Un cd di BJORK prodotto da Polydor, 1997

E’ il 1997 quando esce il quarto album dell’islandese Bjork: “Homogenic” rappresenta per certi versi l’apice della sua carriera. Si percepisce un equilibrio (musicale) fragile, ma proprio per questo affascinante, tra elettronica, archi, sperimentalismi e melodie. “Homogenic” contiene tra le più belle e conosciute canzoni della cantante, come “Joga” e “Bachelorette” (alla cui stesura collabora il poeta islandese Sjon per quanto riguarda la scrittura delle liriche), rari esempi di successo e qualità coniugate in un unico prodotto. In più ci sono diverse perle misconosciute, come “Unravel”, dall’andamento cupo e funesto, o la movimentata “Alarm call” o ancora “5 years”, nel cui finale violini e percussioni elettroniche si fondono in un amalgama incantevole. La conclusiva “All is full of love” rappresenta la rarefazione messa in musica, anche se la versione che circolò in radio fu arrangiata in modo diverso. “Homogenic” sembra essere la summa di tutte le caratteristiche di Bjork. Bellissima anche la copertina, che raffigura una Bjork volutamente digitale, sospesa tra un robot e una guerriera, con un grigio algido a fare da sfondo. Un album da avere nella propria collezione.

Recensione Unilibro a cura di -Stefano-

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"HOMOGENIC"
Bjork: “Homogenic”
-Stefano-, 2011-10-26
5

E’ il 1997 quando esce il quarto album dell’islandese Bjork: “Homogenic” rappresenta per certi versi l’apice della sua carriera. Si percepisce un equilibrio (musicale) fragile, ma proprio per questo affascinante, tra elettronica, archi, sperimentalismi e melodie. “Homogenic” contiene tra le più belle e conosciute canzoni della cantante, come “Joga” e “Bachelorette” (alla cui stesura collabora il poeta islandese Sjon per quanto riguarda la scrittura delle liriche), rari esempi di successo e qualità coniugate in un unico prodotto. In più ci sono diverse perle misconosciute, come “Unravel”, dall’andamento cupo e funesto, o la movimentata “Alarm call” o ancora “5 years”, nel cui finale violini e percussioni elettroniche si fondono in un amalgama incantevole. La conclusiva “All is full of love” rappresenta la rarefazione messa in musica, anche se la versione che circolò in radio fu arrangiata in modo diverso. “Homogenic” sembra essere la summa di tutte le caratteristiche di Bjork. Bellissima anche la copertina, che raffigura una Bjork volutamente digitale, sospesa tra un robot e una guerriera, con un grigio algido a fare da sfondo. Un album da avere nella propria collezione.