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MEDULLA

Un cd di BJORK prodotto da Polydor, 2004

Arrivata al suo settimo album di inediti, Bjork decide di riaffacciarsi con un progetto che ha molto di concettuale: “Medulla” è un titolo che richiama all’origine, al midollo, appunto. Questa operazione di scarnificazione intellettuale viene attuata mediante l’uso della voce come unico strumento suonato nel disco (a parte pochissime eccezioni). La sua gravidanza le ha fatto riscoprire un rinnovato contatto intimo e prezioso con il proprio corpo da cui è partita una riflessione conclusasi con l’ideazione e la realizzazione di Medulla. Molti gli ospiti, da Robert Wyatt a Mike Patton. Le voci sono rielaborate al computer, così da sembrare delle tastiere o delle vere e proprie batterie elettroniche. Il tutto risulta abbastanza godibile, anche se alcune tracce possono risultare ostiche ad un primo approccio. La conclusiva “Triumph of a heart” è un pezzo ballabile e pieno di versi strani, mentre in “Oceania” la cantante islandese celebra i cinque continenti ed il coro femminile la sostiene degnamente creando dei giochi vocali che suonano come un canto di sirena, simili a onde del mare che si alzano improvvisamente. Interessante la scelta del lettering dell’intero packaging (dai testi nel booklet fino ai titoli delle canzoni scritti sul retro del disco): sono neri su fondo nero, opzione che stabilisce una subordinazione delle liriche rispetto alla sperimentazione vocale.

Recensione Unilibro a cura di -Stefano-

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"MEDULLA"
-Stefano-, 2011-10-24
4

Arrivata al suo settimo album di inediti, Bjork decide di riaffacciarsi con un progetto che ha molto di concettuale: “Medulla” è un titolo che richiama all’origine, al midollo, appunto. Questa operazione di scarnificazione intellettuale viene attuata mediante l’uso della voce come unico strumento suonato nel disco (a parte pochissime eccezioni). La sua gravidanza le ha fatto riscoprire un rinnovato contatto intimo e prezioso con il proprio corpo da cui è partita una riflessione conclusasi con l’ideazione e la realizzazione di Medulla. Molti gli ospiti, da Robert Wyatt a Mike Patton. Le voci sono rielaborate al computer, così da sembrare delle tastiere o delle vere e proprie batterie elettroniche. Il tutto risulta abbastanza godibile, anche se alcune tracce possono risultare ostiche ad un primo approccio. La conclusiva “Triumph of a heart” è un pezzo ballabile e pieno di versi strani, mentre in “Oceania” la cantante islandese celebra i cinque continenti ed il coro femminile la sostiene degnamente creando dei giochi vocali che suonano come un canto di sirena, simili a onde del mare che si alzano improvvisamente. Interessante la scelta del lettering dell’intero packaging (dai testi nel booklet fino ai titoli delle canzoni scritti sul retro del disco): sono neri su fondo nero, opzione che stabilisce una subordinazione delle liriche rispetto alla sperimentazione vocale.