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Filosofem - new edition

Un cd di BURZUM prodotto da Audioglobe, 2014

Premetto che scrivere su Burzum (al secolo Varg Vikernes, visto che si tratta di una one man band) ed essere obiettivi è tutt’altro che semplice. Molto si è detto su questo artista norvegese, spesso per motivi non strettamente musicali (ha speso 16 anni in carcere per omicidio) ma è difficile non riconoscerne le intrinseche qualità musicali. Burzum è il suo quarto disco, pubblicato nel 1996, quando si trovava già detenuto. L’album, che si compone di sei tracce, è diviso in due parti, la prima contiene tre canzoni "Dunkelheit", "Jesu Død" e "Beholding the Daughters of the Firmament"; si tratta in tutti e tre i casi di eccellenti prove di black metal primordiale: al cantato disperato di Vikernes si associano riff taglienti ed una registrazione molto sui generis (completamente voluta) uniti a dei testi di assoluto primo piano. La seconda parte "Decrepitude I", "Rundtgåing av Den Transcendentale Egenhetens Støtte" e "Decrepitude II" è invece tutta strumentale e molto pacata, dove solitari arpeggi (distorti e non) sostituiscono lo scream delle prime canzoni. Il successo di vendita di Filosofem la dice lunga sulla sua qualità: l’album entrò persino nelle classifiche del Regno Unito e ricevette buone recensioni da testate giornalistiche musicali relativamente commerciali, fatto decisamente inconsueto per un’opera black metal.

Recensione Unilibro a cura di Vipera

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"Filosofem - new edition"
Vipera, 2012-05-31
4

Premetto che scrivere su Burzum (al secolo Varg Vikernes, visto che si tratta di una one man band) ed essere obiettivi è tutt’altro che semplice. Molto si è detto su questo artista norvegese, spesso per motivi non strettamente musicali (ha speso 16 anni in carcere per omicidio) ma è difficile non riconoscerne le intrinseche qualità musicali. Burzum è il suo quarto disco, pubblicato nel 1996, quando si trovava già detenuto. L’album, che si compone di sei tracce, è diviso in due parti, la prima contiene tre canzoni "Dunkelheit", "Jesu Død" e "Beholding the Daughters of the Firmament"; si tratta in tutti e tre i casi di eccellenti prove di black metal primordiale: al cantato disperato di Vikernes si associano riff taglienti ed una registrazione molto sui generis (completamente voluta) uniti a dei testi di assoluto primo piano. La seconda parte "Decrepitude I", "Rundtgåing av Den Transcendentale Egenhetens Støtte" e "Decrepitude II" è invece tutta strumentale e molto pacata, dove solitari arpeggi (distorti e non) sostituiscono lo scream delle prime canzoni. Il successo di vendita di Filosofem la dice lunga sulla sua qualità: l’album entrò persino nelle classifiche del Regno Unito e ricevette buone recensioni da testate giornalistiche musicali relativamente commerciali, fatto decisamente inconsueto per un’opera black metal.