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Caparezza - Le Dimensioni Del Mio Caos

Un cd di CAPAREZZA prodotto da emi, 2013

Uno dei lavori più simpatici, gradevoli e leggeri - nonostante, come ci ha abituato da anni, i temi che tratta siano sempre forti e di rilevanza più che attuale - del rapper pugliese resta questo suo album che, sul filo della narrazione di un ipotetico viaggio nel tempo della sessantottina Ilaria, porta l’ascoltatore in un percorso tra passato e presente, che finisce sempre con un deciso rimprovero alla classe politica di questo Paese. Dalla costola di quest’album hanno visto la luce cinque singoli, nell’ordine: 1) Eroe (storia di Luigi delle Bicocche): un elogio al lavoratore modello, operoso, silenzioso e produttivo; quello che, proprio perché non risalta, è troppo spesso ignorato, bistrattato, vessato, mentre i media ci bombardano di falsi eroi. L’eroe vero è lui, il lavoratore ignoto. 2) Vieni a ballare in Puglia: un brano nato come protesta contro le storture della condizione lavorativa del Tavoliere - patria di Caparezza - il cui messaggio viene però distorto dal meccanismo del tormentone estivo, trasformandolo quasi in un inno al turismo. 3) Abiura di me: una doverosa "pausa videogame", apprezzata - per le numerosissime citazioni al mondo videoludico - suppongo dal 100 % della popolazione italiana maschile, giovanile e non. 4) Io diventerò qualcuno: il lato oscuro dell’evoluzionismo mediatico, che passa anche dal web, e come tale non viene risparmiato dalla critica del nostro artista: tutti vogliono il successo, subito e più degli altri, sull’onda sempre più alta di quelli che ce l’hanno fatta. Una generazione di esaltati, ignoranti ed illetterati, convinti di saperne più del prossimo e che quindi hanno diritto di sfondare. 5) Cacca nello spazio: profonda invettiva contro le varie caste, che prosciugano in modo crescente i nostri diritti arrogandosene sempre di nuovi, quasi sempre immeritati. Questi erano i singoli, gli altri brani li lascio scoprire a voi!

Recensione Unilibro a cura di Jus

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"Caparezza - Le Dimensioni Del Mio Caos"
Che storia!
Jus, 2011-09-14
4

Uno dei lavori più simpatici, gradevoli e leggeri - nonostante, come ci ha abituato da anni, i temi che tratta siano sempre forti e di rilevanza più che attuale - del rapper pugliese resta questo suo album che, sul filo della narrazione di un ipotetico viaggio nel tempo della sessantottina Ilaria, porta l’ascoltatore in un percorso tra passato e presente, che finisce sempre con un deciso rimprovero alla classe politica di questo Paese. Dalla costola di quest’album hanno visto la luce cinque singoli, nell’ordine: 1) Eroe (storia di Luigi delle Bicocche): un elogio al lavoratore modello, operoso, silenzioso e produttivo; quello che, proprio perché non risalta, è troppo spesso ignorato, bistrattato, vessato, mentre i media ci bombardano di falsi eroi. L’eroe vero è lui, il lavoratore ignoto. 2) Vieni a ballare in Puglia: un brano nato come protesta contro le storture della condizione lavorativa del Tavoliere - patria di Caparezza - il cui messaggio viene però distorto dal meccanismo del tormentone estivo, trasformandolo quasi in un inno al turismo. 3) Abiura di me: una doverosa "pausa videogame", apprezzata - per le numerosissime citazioni al mondo videoludico - suppongo dal 100 % della popolazione italiana maschile, giovanile e non. 4) Io diventerò qualcuno: il lato oscuro dell’evoluzionismo mediatico, che passa anche dal web, e come tale non viene risparmiato dalla critica del nostro artista: tutti vogliono il successo, subito e più degli altri, sull’onda sempre più alta di quelli che ce l’hanno fatta. Una generazione di esaltati, ignoranti ed illetterati, convinti di saperne più del prossimo e che quindi hanno diritto di sfondare. 5) Cacca nello spazio: profonda invettiva contro le varie caste, che prosciugano in modo crescente i nostri diritti arrogandosene sempre di nuovi, quasi sempre immeritati. Questi erano i singoli, gli altri brani li lascio scoprire a voi!

"Caparezza - Le Dimensioni Del Mio Caos"
caparezza 2008
pasteo, 2008-04-15
3

Complimenti Capa...varamente!Almeno uno che tiri fuori fantasia nel fare arte!Io ho 36 anni e sinceramente non adoro l’ hip pop (si scrive così?!?) ma tu sai scrivere le tue rime in modo troppo fantasioso e pungente. Sei uno dei pochi che non si è ancora venduto al mercato...auguri