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CONFUSA E FELICE

Un cd di Carmen Consoli prodotto da Polydor, 1997

Sospeso tra atmosfere acustiche e tirati pezzi rock, il secondo album della "cantantessa" siciliana si rivela la definitiva consacrazione del suo stile di scrittura. La produzione, che Carmen Consoli cura quasi interamente da sola, affiancata dalla sua band, risente forse della sua inesperienza, ma guadagna in autenticità. La title-track, “Confusa e felice”, è forse la migliore canzone della sua carriera, con un arrangiamento perfetto composto dal cantato singhiozzato delle strofe e dal potente ritornello. Come da premessa, il disco si divide fra episodi interamente acustici, arrangiati in punta di dita, spesso solo chitarra-voce e pezzi tirati, come “Per niente stanca”, con la grancassa a padroneggiare il ritmo di un’orgogliosa affermazione di autonomia, e “Venere” (altra canzone da iscrivere negli annali della sua discografia), tagliente e feroce ribellione ad un modello di femminilità sottomessa e platinata. “Fino all’ultimo” potrebbe essere considerato il manifesto della filosofia consoliana: è un proclama di fedeltà alle proprie idee, contro la stupidità e l’ipocrisia. Anche gli episodi acustici regalano emozioni: “Blunotte”, giustamente lasciata quasi chitarra-voce, nasconde una grande melodia dietro l’arrangiamento scarno, ma appropriato. “Bonsai n.2” è cantata interamente al contrario, una scelta volutamente anti-commerciale che la cantautrice catanese ha voluto inserire anche per prendere una netta posizione nei confronti dei discografici. Un album disomogeneo ed a tratti discontinuo, che comunque restituisce l’approccio sanguigno della Consoli alla musica.

Recensione Unilibro a cura di -Stefano-

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"CONFUSA E FELICE"
-Stefano-, 2011-10-20
5

Sospeso tra atmosfere acustiche e tirati pezzi rock, il secondo album della "cantantessa" siciliana si rivela la definitiva consacrazione del suo stile di scrittura. La produzione, che Carmen Consoli cura quasi interamente da sola, affiancata dalla sua band, risente forse della sua inesperienza, ma guadagna in autenticità. La title-track, “Confusa e felice”, è forse la migliore canzone della sua carriera, con un arrangiamento perfetto composto dal cantato singhiozzato delle strofe e dal potente ritornello. Come da premessa, il disco si divide fra episodi interamente acustici, arrangiati in punta di dita, spesso solo chitarra-voce e pezzi tirati, come “Per niente stanca”, con la grancassa a padroneggiare il ritmo di un’orgogliosa affermazione di autonomia, e “Venere” (altra canzone da iscrivere negli annali della sua discografia), tagliente e feroce ribellione ad un modello di femminilità sottomessa e platinata. “Fino all’ultimo” potrebbe essere considerato il manifesto della filosofia consoliana: è un proclama di fedeltà alle proprie idee, contro la stupidità e l’ipocrisia. Anche gli episodi acustici regalano emozioni: “Blunotte”, giustamente lasciata quasi chitarra-voce, nasconde una grande melodia dietro l’arrangiamento scarno, ma appropriato. “Bonsai n.2” è cantata interamente al contrario, una scelta volutamente anti-commerciale che la cantautrice catanese ha voluto inserire anche per prendere una netta posizione nei confronti dei discografici. Un album disomogeneo ed a tratti discontinuo, che comunque restituisce l’approccio sanguigno della Consoli alla musica.

"CONFUSA E FELICE"
Album perfetto
anto123, 2011-07-22
3

Il secondo album di un’artista che e’ un fiume in piena di idee dalle sonorita’ ai testi. La canzone che da il titolo all’album e’ stata scritta di getto direttamente nei camerini dell’ariston durante la partecipazione al festival di sanremo nell’anno precedente con "due parole". Esprime lo stato d’animo di un artista che si rende conto felicemente della propria ascesa al successo ma che e’ spiazzato dalla confusione del nuovo ambiente e della notorieta’. Non credo ci siano parole piu’ azzeccate. E’ uno di quegli album in cui non puoi saltare nessun brano quando lo ascolti.