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ELETTRA

Un cd di Carmen Consoli prodotto da Universal Music, 2009

Questo album detiene un record: è il primo album di un’artista femminile ad aver vinto il Premio Tenco nella sezione “Miglior album dell’anno”. E’ un ottimo disco, che sintetizza al meglio il percorso musicale che Carmen Consoli sta intraprendendo negli ultimi anni (almeno dal 2002). Le atmosfere acustiche regnano, ma ci sono comunque episodi che si discostano un po’ dalle sonorità acustiche, come “Mio zio” (tagliente canzone sul problema degli abusi sui minori), “Marie ti amiamo” (duetto con Franco Battiato che rappresenta un’incursione nel mondo arabo) e la conclusiva “Ventunodieciduemilatrenta”, vera perla del disco: con Marina Rei ospite alla batteria, la Consoli scrive un pezzo che è a metà strada tra un incubo visionario lynchiano e una critica alla borghesia che ricorda “Il fascino discreto della borghesia”; il tutto arrangiato nei ritornelli con l’orchestra di Paolo Buonvino, mentre nelle strofe quasi solo con il basso suonato dalla stessa Cantantessa. Il primo singolo “Non molto lontano da qui” è un classico in stile consoliano, mentre in “Perturbazione atlantica” entra quasi in punta di piedi il tamburo di Alfio Antico. Da segnalare l’episodio in siciliano di “’A finestra”.

Recensione Unilibro a cura di -Stefano-

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"ELETTRA"
-Stefano-, 2011-10-28
5

Questo album detiene un record: è il primo album di un’artista femminile ad aver vinto il Premio Tenco nella sezione “Miglior album dell’anno”. E’ un ottimo disco, che sintetizza al meglio il percorso musicale che Carmen Consoli sta intraprendendo negli ultimi anni (almeno dal 2002). Le atmosfere acustiche regnano, ma ci sono comunque episodi che si discostano un po’ dalle sonorità acustiche, come “Mio zio” (tagliente canzone sul problema degli abusi sui minori), “Marie ti amiamo” (duetto con Franco Battiato che rappresenta un’incursione nel mondo arabo) e la conclusiva “Ventunodieciduemilatrenta”, vera perla del disco: con Marina Rei ospite alla batteria, la Consoli scrive un pezzo che è a metà strada tra un incubo visionario lynchiano e una critica alla borghesia che ricorda “Il fascino discreto della borghesia”; il tutto arrangiato nei ritornelli con l’orchestra di Paolo Buonvino, mentre nelle strofe quasi solo con il basso suonato dalla stessa Cantantessa. Il primo singolo “Non molto lontano da qui” è un classico in stile consoliano, mentre in “Perturbazione atlantica” entra quasi in punta di piedi il tamburo di Alfio Antico. Da segnalare l’episodio in siciliano di “’A finestra”.