ricerca
avanzata

AMERICAN IDIOT - The Original Broadway

Un cd di Day Green prodotto da Warner Music, 2010

Che i Green Day non siano più "solo" un gruppo punk (e ammesso che lo siano mai stati) è una verità accettata da fan e addetti ai lavori; qualcuno (tra cui il sottoscritto) si spinge oltre, arrivando a dire che, pur non avendo la qualità di acts come Radiohead o Arcade Fire, il trio californiano è uno dei gruppi fondamentali degli ultimi vent’anni. Ma da qui a portare le canzoni di due album discussi come American Idiot e 21st Century Breakdown a Broadway per un musical ce ne passa, ed è il limite tra un successo tutto sommato stabile e un fallimento clamoroso. Eppure, con sorpresa di molti, i Green Day ci sono riusciti, e ora hanno tutto il diritto (se mai dovessero chiederlo) di essere considerati una band "seria". Le canzoni, molte delle quali successi mondiali, vengono lievemente rimaneggiate nella strumentazione e nel "taglio", ma non vengono stravolte, anzi, restano fedeli all’idea di punk rock proposta originariamente; il cast, composto da attori giovani ma con esperienze di rilievo nell’ambiente broadwayano, svolge il suo lavoro egregiamente, donando dinamismo e freschezza ai pezzi. Anzi, i maligni direbbero che a molti brani giova non essere cantati da Billy Joe Armstrong, viste le non esaltanti prestazioni dal vivo del singer dei Green Day. Piuttosto, è vero che in alcuni casi lo stile dei performers "pulisce" eccessivamente le linee vocali; ma questo è un difetto solo per chi, alla fine dei conti, non comprende che era proprio l’effetto voluto, una fusione tra punk e musical che non è nulla di epocale ma ha dignità artistica a prescindere dal nome della band. La trama funziona molto meglio che su disco, e da questo punto di vista aiuta la scelta oculata dei pezzi tratti da 21st Century Breakdown, album in cui il concept perde un po’ di energia: solo cinque, di cui tre eseguiti integralmente (Last Night in Earth, Know Your Enemy e la famosissima 21 Guns). Quello che resta è la virulenta critica all’America era Bush di American Idiot, e una definizione di "thinking man’s punk band" che sarà anche paradossale ma descrive bene i "nuovi" Green Day.

Recensione Unilibro a cura di Ocean

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"AMERICAN IDIOT - The Original Broadway"
Missione compiuta: i Green Day sono diventati grandi
Ocean, 2011-10-08
4

Che i Green Day non siano più "solo" un gruppo punk (e ammesso che lo siano mai stati) è una verità accettata da fan e addetti ai lavori; qualcuno (tra cui il sottoscritto) si spinge oltre, arrivando a dire che, pur non avendo la qualità di acts come Radiohead o Arcade Fire, il trio californiano è uno dei gruppi fondamentali degli ultimi vent’anni. Ma da qui a portare le canzoni di due album discussi come American Idiot e 21st Century Breakdown a Broadway per un musical ce ne passa, ed è il limite tra un successo tutto sommato stabile e un fallimento clamoroso. Eppure, con sorpresa di molti, i Green Day ci sono riusciti, e ora hanno tutto il diritto (se mai dovessero chiederlo) di essere considerati una band "seria". Le canzoni, molte delle quali successi mondiali, vengono lievemente rimaneggiate nella strumentazione e nel "taglio", ma non vengono stravolte, anzi, restano fedeli all’idea di punk rock proposta originariamente; il cast, composto da attori giovani ma con esperienze di rilievo nell’ambiente broadwayano, svolge il suo lavoro egregiamente, donando dinamismo e freschezza ai pezzi. Anzi, i maligni direbbero che a molti brani giova non essere cantati da Billy Joe Armstrong, viste le non esaltanti prestazioni dal vivo del singer dei Green Day. Piuttosto, è vero che in alcuni casi lo stile dei performers "pulisce" eccessivamente le linee vocali; ma questo è un difetto solo per chi, alla fine dei conti, non comprende che era proprio l’effetto voluto, una fusione tra punk e musical che non è nulla di epocale ma ha dignità artistica a prescindere dal nome della band. La trama funziona molto meglio che su disco, e da questo punto di vista aiuta la scelta oculata dei pezzi tratti da 21st Century Breakdown, album in cui il concept perde un po’ di energia: solo cinque, di cui tre eseguiti integralmente (Last Night in Earth, Know Your Enemy e la famosissima 21 Guns). Quello che resta è la virulenta critica all’America era Bush di American Idiot, e una definizione di "thinking man’s punk band" che sarà anche paradossale ma descrive bene i "nuovi" Green Day.