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PERCHE' SORRIDERE?!

Un cd di DEVOCKA prodotto da Audioglobe

É un album che vuole dire qualcosa e lo fa con molto rumore, con tanta rabbia e poche parole, accostate più per il senso di malessere che trasmettono, per il significato, che per la bellezza dell’insieme. É uno di quegli album che non puoi sorridere nell’ascoltarlo. Perchè sorridere?! Di quelli che devi ascoltare in piedi, ad occhi chiusi, muovendoti come se fossi uno sciamano africano che ha appena ingerito il veleno che gli darà la visione che tutti aspettano. Tutti quei volti nascosti nell’oscurità. E tu ti muovi come dopo aver piazzato una bomba. Con gli occhi chiusi bisogna tenere il tempo e ascoltare le parole sussurrandole a denti stretti, con l’umore nero di quando piove forte sui vetri, di quando hai ricevuto un No, di quando sei stato sconfitto. Devi girare su te stesso e cadere e cadere ancora, finchè non riesci più ad alzarti perchè ti fanno male le ginocchia. Bisogna gridare le parole che sai, tendendo i nervi del collo fino a farli sembrare ossa, devi sbattere la testa da tutte le parti fino ad impattare contro un muro. Se hai tenuto gli occhi chiusi, puoi anche abbatterlo quel muro. E sentire tutto il disagio che si è accumulato dentro te. A quel punto puoi anche accovacciarti per terra e perderti nel battito delle tue vene. Un attimo prima che esplodano puoi permetterti anche di pensare: fino a qui, tutto bene! Questo è il cd dei Devocka. I pezzi sono velenosi e cruenti, raccontano storie con poche parole precise, scelte con attenzione. Quasi minimaliste. Fanno pensare, riflettere. Le musiche sono sempre calibrate. Il basso è fondamentale e qua ha i suoi momenti di gloria, si permette di aprire le canzoni e di fare spesso la voce grossa. La chitarra decide la sonorità, la melodia. La batteria detta il tempo meglio di un orologio. Talvolta ha un ritmo marziale, come in "umor vitreo". La voce è ruvida senza esagerare e quando esplode in un urlo dà veramente il meglio di sè. I pezzi nascondono ognuno un fascino proprio, una storia di pazzia, un riflesso della nostra società, pagano la troppa ingenuità dell’uomo, pagano la speranza di un amore e parlano di software da cui dipendiamo, di controlli da cui non possiamo scappare, di azioni che condizionano la vita e a cui spesso non segue alcuna reazione. L’album è veramente ben fatto. Tutti gli spunti sono ottimi. Una cosa che mi è piaciuta molto è il fatto che i testi siano in italiano. I Devocka fanno un genere per cui è facile cadere nell’inglese. Invece loro rischiano, dicono ciò che vogliono senza fronzoli, senza inutili abbellimenti. Senza nemmeno ritornelli, a volte. E questo è il loro riscatto. Veramente un bel disco. Diverso, a tratti difficile, ma bello. Canzoni preferite: Corri, Perchè sorridere. I punti negativi sono: le troppo scarse illustrazioni grafiche, ne volevo di più perchè quelle due che ci sono sono molto belle! Sono: la mancanza di ritornelli che ad alcuni farà storcere il naso e poteva garantire un pubblico più ampio.

Recensione Unilibro a cura di wettio

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"PERCHE' SORRIDERE?! "
I Devocka e l’’umor vitreo
wettio, 2010-09-12
4

É un album che vuole dire qualcosa e lo fa con molto rumore, con tanta rabbia e poche parole, accostate più per il senso di malessere che trasmettono, per il significato, che per la bellezza dell’insieme. É uno di quegli album che non puoi sorridere nell’ascoltarlo. Perchè sorridere?! Di quelli che devi ascoltare in piedi, ad occhi chiusi, muovendoti come se fossi uno sciamano africano che ha appena ingerito il veleno che gli darà la visione che tutti aspettano. Tutti quei volti nascosti nell’oscurità. E tu ti muovi come dopo aver piazzato una bomba. Con gli occhi chiusi bisogna tenere il tempo e ascoltare le parole sussurrandole a denti stretti, con l’umore nero di quando piove forte sui vetri, di quando hai ricevuto un No, di quando sei stato sconfitto. Devi girare su te stesso e cadere e cadere ancora, finchè non riesci più ad alzarti perchè ti fanno male le ginocchia. Bisogna gridare le parole che sai, tendendo i nervi del collo fino a farli sembrare ossa, devi sbattere la testa da tutte le parti fino ad impattare contro un muro. Se hai tenuto gli occhi chiusi, puoi anche abbatterlo quel muro. E sentire tutto il disagio che si è accumulato dentro te. A quel punto puoi anche accovacciarti per terra e perderti nel battito delle tue vene. Un attimo prima che esplodano puoi permetterti anche di pensare: fino a qui, tutto bene! Questo è il cd dei Devocka. I pezzi sono velenosi e cruenti, raccontano storie con poche parole precise, scelte con attenzione. Quasi minimaliste. Fanno pensare, riflettere. Le musiche sono sempre calibrate. Il basso è fondamentale e qua ha i suoi momenti di gloria, si permette di aprire le canzoni e di fare spesso la voce grossa. La chitarra decide la sonorità, la melodia. La batteria detta il tempo meglio di un orologio. Talvolta ha un ritmo marziale, come in "umor vitreo". La voce è ruvida senza esagerare e quando esplode in un urlo dà veramente il meglio di sè. I pezzi nascondono ognuno un fascino proprio, una storia di pazzia, un riflesso della nostra società, pagano la troppa ingenuità dell’uomo, pagano la speranza di un amore e parlano di software da cui dipendiamo, di controlli da cui non possiamo scappare, di azioni che condizionano la vita e a cui spesso non segue alcuna reazione. L’album è veramente ben fatto. Tutti gli spunti sono ottimi. Una cosa che mi è piaciuta molto è il fatto che i testi siano in italiano. I Devocka fanno un genere per cui è facile cadere nell’inglese. Invece loro rischiano, dicono ciò che vogliono senza fronzoli, senza inutili abbellimenti. Senza nemmeno ritornelli, a volte. E questo è il loro riscatto. Veramente un bel disco. Diverso, a tratti difficile, ma bello. Canzoni preferite: Corri, Perchè sorridere. I punti negativi sono: le troppo scarse illustrazioni grafiche, ne volevo di più perchè quelle due che ci sono sono molto belle! Sono: la mancanza di ritornelli che ad alcuni farà storcere il naso e poteva garantire un pubblico più ampio.