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NIDO

Un cd di DONA'CRISTINA prodotto da EMI, 2013

Sorprendente secondo album per la cantautrice Cristina Donà. “Nido” inizia con l’omonima canzone che è una dichiarazione d’intenti sia a livello testuale sia stilistico, così sospesa tra low-fi e piccoli rumori di sottofondo. E’ un album ombroso, a tratti malinconico, stupendamente ironico nel descrivere certe situazioni che di norma non rientrano nel poetabile, soprattutto nella canzone italiana: in “Volevo essere altrove” la protagonista è sospesa tra un albergo ad ore ed una surreale fila al supermercato, in una serie di visioni allucinate; “Terapia” è una sarcastica critica all’eccesso di cure mediche alternative, mentre in “Cibo estremo” la Donà sembra sezionare l’alimentazione e una dieta improbabile. Non manca uno sguardo al sociale, con l’aspra denuncia del turismo sessuale in “Così cara”. La perla del disco è la canzone scritta insieme al produttore dell’album Manuel Agnelli, “Goccia”: un sintetico ritratto pittoresco impreziosito dai giochi vocali di Robert Wyatt, che si proclama artisticamente innamorato della Donà. Molti altri gli ospiti presenti, tra cui Morgan, che suona il pianoforte in “Volevo essere altrove” e Marco Parente, alla chitarra nello strumentale “Brazil”. Tante sono le canzone sotto i tre minuti: bozzetti sintetici ma estremamente efficaci nell’esprimere un piccolo mondo. Un nido.

Recensione Unilibro a cura di -Stefano-

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"NIDO"
-Stefano-, 2011-10-19
5

Sorprendente secondo album per la cantautrice Cristina Donà. “Nido” inizia con l’omonima canzone che è una dichiarazione d’intenti sia a livello testuale sia stilistico, così sospesa tra low-fi e piccoli rumori di sottofondo. E’ un album ombroso, a tratti malinconico, stupendamente ironico nel descrivere certe situazioni che di norma non rientrano nel poetabile, soprattutto nella canzone italiana: in “Volevo essere altrove” la protagonista è sospesa tra un albergo ad ore ed una surreale fila al supermercato, in una serie di visioni allucinate; “Terapia” è una sarcastica critica all’eccesso di cure mediche alternative, mentre in “Cibo estremo” la Donà sembra sezionare l’alimentazione e una dieta improbabile. Non manca uno sguardo al sociale, con l’aspra denuncia del turismo sessuale in “Così cara”. La perla del disco è la canzone scritta insieme al produttore dell’album Manuel Agnelli, “Goccia”: un sintetico ritratto pittoresco impreziosito dai giochi vocali di Robert Wyatt, che si proclama artisticamente innamorato della Donà. Molti altri gli ospiti presenti, tra cui Morgan, che suona il pianoforte in “Volevo essere altrove” e Marco Parente, alla chitarra nello strumentale “Brazil”. Tante sono le canzone sotto i tre minuti: bozzetti sintetici ma estremamente efficaci nell’esprimere un piccolo mondo. Un nido.