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(LP VINILE) Weareallgoingtoburninhell megamixxx3

Un Lp vinile di EL-P prodotto da Audioglobe, 2010

Inutile nasconderselo, il rap, ma forse tutti i generi musicali, è tale perchè affida la sua esistenza ad un sostrato comune, una comune base da cui ogni nuovo affiliato può attingere conoscenze e certezze, che lo aiutino a definire meglio la “cosa” che si trova davanti, il collage sonoro che sta ascoltando, magari per la prima volta. Ritmiche in 4/4, 16 versi per strofa, 3 strofa da 16 e un ritornello da 8, magari messo prima della strofa perchè fa più figo, il New Era, i Dickies e la Montana. Poi, un po’ per volta, i clichè si sfaldano, la base di conoscenze condivise diventa talmente evidente che non c’è più bisogno di ribadirla ogni due minuti e, quando qualcuno lo capisce, da questa consapevolezza nascono degli aborti, enfant horrible che non sono nè carne nè pesce e lasciano dietro di sè sensazioni strane e quasi mai convergenti. Un personaggio come El-P veste a pennello i panni di colui che riesce a rinnovare le cose dall’interno, ogni volta, con la convinzione e la coerenza che il rap, genere del collage per eccellenza, non possa rivoltarsi per sempre nella stessa pastella riciclata in cui giace dai suoi albori. Lo scetticismo, davanti ad un lavoro puramente strumentale, è sempre tanto. Non è raro che prodotti del genere si limitino ad essere beat-tapes, show-off delle abilità del produttore di turno e nulla più. Weareallgoingtoburninhellmegamixxx3, complesso già dal titolo, se non rimarrà nella storia dell’hiphop alternativo, ha se non altro il pregio di avere un senso compiuto, un’idea da portare avanti, in una sorta di apocalittico concept a metà tra Blade Runner e un B-Movie, Metropolis e Nightskinny. Fondere groove, sintetismi esasperati e sensazioni claustrofobiche, è la prima missione che si da questo album strumentale, rinchiudere l’ascoltatore nella riunione di dissonanze che lo compongono, tra futurismi e batterie che potrebbe essere prese pari pari da Eric B. Cupo, angosciante, come un disco di Necro privato della parola e passato attraverso macchine e filtri,Weareallgoingtoburninhellmegamixxx3 conduce in un percorso che si risolve solo alla penultima traccia, la numero 14, la boccata d’aria dopo l’immersione, regalando emozioni e la sensazione di autorevolezza di un disco che sa dove e a chi vuole arrivare. Un capolavoro? Forse no, di sicuro una boccata d’aria fresca. El-P, welcome back.

Recensione Unilibro a cura di Corte

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"(LP VINILE) Weareallgoingtoburninhell megamixxx3"
Nuovo album per El-P
Corte, 2010-09-08
4

Inutile nasconderselo, il rap, ma forse tutti i generi musicali, è tale perchè affida la sua esistenza ad un sostrato comune, una comune base da cui ogni nuovo affiliato può attingere conoscenze e certezze, che lo aiutino a definire meglio la “cosa” che si trova davanti, il collage sonoro che sta ascoltando, magari per la prima volta. Ritmiche in 4/4, 16 versi per strofa, 3 strofa da 16 e un ritornello da 8, magari messo prima della strofa perchè fa più figo, il New Era, i Dickies e la Montana. Poi, un po’ per volta, i clichè si sfaldano, la base di conoscenze condivise diventa talmente evidente che non c’è più bisogno di ribadirla ogni due minuti e, quando qualcuno lo capisce, da questa consapevolezza nascono degli aborti, enfant horrible che non sono nè carne nè pesce e lasciano dietro di sè sensazioni strane e quasi mai convergenti. Un personaggio come El-P veste a pennello i panni di colui che riesce a rinnovare le cose dall’interno, ogni volta, con la convinzione e la coerenza che il rap, genere del collage per eccellenza, non possa rivoltarsi per sempre nella stessa pastella riciclata in cui giace dai suoi albori. Lo scetticismo, davanti ad un lavoro puramente strumentale, è sempre tanto. Non è raro che prodotti del genere si limitino ad essere beat-tapes, show-off delle abilità del produttore di turno e nulla più. Weareallgoingtoburninhellmegamixxx3, complesso già dal titolo, se non rimarrà nella storia dell’hiphop alternativo, ha se non altro il pregio di avere un senso compiuto, un’idea da portare avanti, in una sorta di apocalittico concept a metà tra Blade Runner e un B-Movie, Metropolis e Nightskinny. Fondere groove, sintetismi esasperati e sensazioni claustrofobiche, è la prima missione che si da questo album strumentale, rinchiudere l’ascoltatore nella riunione di dissonanze che lo compongono, tra futurismi e batterie che potrebbe essere prese pari pari da Eric B. Cupo, angosciante, come un disco di Necro privato della parola e passato attraverso macchine e filtri,Weareallgoingtoburninhellmegamixxx3 conduce in un percorso che si risolve solo alla penultima traccia, la numero 14, la boccata d’aria dopo l’immersione, regalando emozioni e la sensazione di autorevolezza di un disco che sa dove e a chi vuole arrivare. Un capolavoro? Forse no, di sicuro una boccata d’aria fresca. El-P, welcome back.