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NEW AMERYKAH PART TWO: RETURN OF THE ANKH

Un cd di Erykah Badu prodotto da Universal Music, 2010

Un altro grande disco di black music, di colei che probabilmente può essere considerata la regina della black music moderna. Questo album è la seconda parte (di due) di un progetto dove la Badu presenta le proprie riflessioni sull’America di oggi; in Part one ci presenta un’analisi della situazione socio-politica degli Stati Uniti, mentre in questa Part Two, l’approccio è molto più personale ed emozionale, una sorta di io e l’AmErykah, come dice la stessa Badu. Dal punto di vista musicale gli elementi fondanti non sono difficili da indovinare, r’n’b, funky, (new) soul e jazz vestiti di un abito moderno cucito con elettronica e campionamenti (anche se molto meno che nella part one). Quello che ne viene fuori è un flusso senza soluzione di continuità, dove le singole canzoni sono solo i pezzi di un grande puzzle. Un album moderno che poggia le proprie fondamenta sul passato, sulla storia della black music di qualità (e non solo, se non sbaglio mi pare addirittura di percepire un campionamento di Paul McCartney con gli Wings). Un album da non perdere. Mi sentirei di consigliare anche la Part One, ma con l’avvertenza che vi troverete molta elettronica, molto hip hop e molti campionamenti che a qualcuno potrebbero non andare giù; questa seconda parte, invece, va bene per qualsiasi tipo di orecchio ben educato alla musica di qualità.

Recensione Unilibro a cura di uncleFloyd

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"NEW AMERYKAH PART TWO: RETURN OF THE ANKH"
Black music moderna e di qualità
uncleFloyd, 2011-12-12
4

Un altro grande disco di black music, di colei che probabilmente può essere considerata la regina della black music moderna. Questo album è la seconda parte (di due) di un progetto dove la Badu presenta le proprie riflessioni sull’America di oggi; in Part one ci presenta un’analisi della situazione socio-politica degli Stati Uniti, mentre in questa Part Two, l’approccio è molto più personale ed emozionale, una sorta di io e l’AmErykah, come dice la stessa Badu. Dal punto di vista musicale gli elementi fondanti non sono difficili da indovinare, r’n’b, funky, (new) soul e jazz vestiti di un abito moderno cucito con elettronica e campionamenti (anche se molto meno che nella part one). Quello che ne viene fuori è un flusso senza soluzione di continuità, dove le singole canzoni sono solo i pezzi di un grande puzzle. Un album moderno che poggia le proprie fondamenta sul passato, sulla storia della black music di qualità (e non solo, se non sbaglio mi pare addirittura di percepire un campionamento di Paul McCartney con gli Wings). Un album da non perdere. Mi sentirei di consigliare anche la Part One, ma con l’avvertenza che vi troverete molta elettronica, molto hip hop e molti campionamenti che a qualcuno potrebbero non andare giù; questa seconda parte, invece, va bene per qualsiasi tipo di orecchio ben educato alla musica di qualità.