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Furor gallico

Un cd di Gallico Furor prodotto da Audioglobe, 2011

Chi l’ha detto che in Italia non si può fare buona musica? In questo caso si tratta di un folk metal di ampio respiro, un’armonia ben costruita tra melodie celticheggianti in stile Cruachan e una voce potente e intensa che lascia pensare agli Eluveitie, il tutto unito a una buona dose di storie e leggende di spiriti e guerrieri. Elemento distintivo della band è l’uso particolare della voce: si passa dal growl allo scream alla voce pulita, spesso anche all’interno dello stesso brano (a questo proposito è peculiare “La Caccia Morta”, cavallo di battaglia del gruppo), nonché l’alternanza di testi in italiano e in inglese. Una chicca è “Curmisagios”, cantanta in dialetto brianzolo in omaggio alla zona di provenienza del gruppo, ma anche “Medhelan” che racconta l’antica leggenda della fondazione di Milano da parte del druido Belloveso. Da segnalare anche la traccia che chiude l’album, “The Glorious Dawn”, in cui fa la sua apparizione come guest star Stefano Silvestrini, vocalist degli Aeternal Seprium. Complessivamente è un disco che sa farsi apprezzare e non solo dagli amanti del folk: grazie alle numerose e diversissime influenze di ognuno dei membri ogni brano contiene elementi che rimandano al death, all’heavy e più o meno a qualsiasi altro sottogenere di metal possibile ma il tutto sempre mantenendo un’identità ben definita e originale. Qualcuno li ha paragonati ai Folkstone, pietra miliare del folk made in Italy, con cui hanno suonato spesso live: paragone sterile, in quanto entrambe grandi band ma con un’impostazione totalmente diversa che li pone su piani irrimediabilmente diversi.

Recensione Unilibro a cura di 0Gea0

Dettagli del prodotto

  • Titolo: Furor gallico
  • Interprete:  Gallico Furor
  • Produttore: Audioglobe
  • Data di Pubblicazione: 22 Agosto '11
  • Genere: Varia
  • EAN-13: 4028466107268
 
I Commenti degli Utenti
"Furor gallico"
0Gea0, 2011-09-15
4

Chi l’ha detto che in Italia non si può fare buona musica? In questo caso si tratta di un folk metal di ampio respiro, un’armonia ben costruita tra melodie celticheggianti in stile Cruachan e una voce potente e intensa che lascia pensare agli Eluveitie, il tutto unito a una buona dose di storie e leggende di spiriti e guerrieri. Elemento distintivo della band è l’uso particolare della voce: si passa dal growl allo scream alla voce pulita, spesso anche all’interno dello stesso brano (a questo proposito è peculiare “La Caccia Morta”, cavallo di battaglia del gruppo), nonché l’alternanza di testi in italiano e in inglese. Una chicca è “Curmisagios”, cantanta in dialetto brianzolo in omaggio alla zona di provenienza del gruppo, ma anche “Medhelan” che racconta l’antica leggenda della fondazione di Milano da parte del druido Belloveso. Da segnalare anche la traccia che chiude l’album, “The Glorious Dawn”, in cui fa la sua apparizione come guest star Stefano Silvestrini, vocalist degli Aeternal Seprium. Complessivamente è un disco che sa farsi apprezzare e non solo dagli amanti del folk: grazie alle numerose e diversissime influenze di ognuno dei membri ogni brano contiene elementi che rimandano al death, all’heavy e più o meno a qualsiasi altro sottogenere di metal possibile ma il tutto sempre mantenendo un’identità ben definita e originale. Qualcuno li ha paragonati ai Folkstone, pietra miliare del folk made in Italy, con cui hanno suonato spesso live: paragone sterile, in quanto entrambe grandi band ma con un’impostazione totalmente diversa che li pone su piani irrimediabilmente diversi.