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Drunemeton

Un cd di Graveland prodotto da Import, 2010

Drunemeton è il terzo demo dei polacchi Graveland (in verità si tratta praticamente di una one man band, in quanto l’unico membro stabile è il polistrumentista Rob Darken). I graveland, ai giorni nostri ormai virati verso il viking metal, sono invece qui dediti ad un rozzo black metal nient’affatto disprezzabile. Si tratta di undici canzoni, per un totale di poco meno di quaranta minuti, dove a farla da padrone sono la voce roca di Darken, una drum machine forse un po’ troppo asettica ed una registrazione che definire amatoriale sarebbe eufemistico. Eppure quest’episodio non è assolutamente da stroncare: il gruppo riesce a mettere segno diverse canzoni dove c’è un’atmosfera oscura quasi palpabile (The Forest Nemeton su tutte) o dove predomina una furia primordiale, con tanto di blast beat (una su tutte The days of black sun). Non stona anche il sapiente uso del sintetizzatore, insostituibile per tessere certe melodie senza le quali il disco avrebbe senza dubbio perso molto del suo valore. In definitiva mi sento di consigliarlo agli amanti del gruppo ed agli amanti del black metal primordiale.

Recensione Unilibro a cura di Vipera

Dettagli del prodotto

  • Titolo: Drunemeton
  • Interprete:  Graveland
  • Produttore: Import
  • Data di Pubblicazione: 30 Novembre '10
  • Genere: Varia
  • EAN-13: 0827166133829
 
I Commenti degli Utenti
"Drunemeton"
Vipera, 2012-05-29
4

Drunemeton è il terzo demo dei polacchi Graveland (in verità si tratta praticamente di una one man band, in quanto l’unico membro stabile è il polistrumentista Rob Darken). I graveland, ai giorni nostri ormai virati verso il viking metal, sono invece qui dediti ad un rozzo black metal nient’affatto disprezzabile. Si tratta di undici canzoni, per un totale di poco meno di quaranta minuti, dove a farla da padrone sono la voce roca di Darken, una drum machine forse un po’ troppo asettica ed una registrazione che definire amatoriale sarebbe eufemistico. Eppure quest’episodio non è assolutamente da stroncare: il gruppo riesce a mettere segno diverse canzoni dove c’è un’atmosfera oscura quasi palpabile (The Forest Nemeton su tutte) o dove predomina una furia primordiale, con tanto di blast beat (una su tutte The days of black sun). Non stona anche il sapiente uso del sintetizzatore, insostituibile per tessere certe melodie senza le quali il disco avrebbe senza dubbio perso molto del suo valore. In definitiva mi sento di consigliarlo agli amanti del gruppo ed agli amanti del black metal primordiale.