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Bon iver

Un cd di Iver Bon prodotto da Self, 2011

Con “Bon Iver” Justin Vermont, cantante della formazione Bon Iver, si presenta al pubblico dopo il folgorante esordio di “For Emma, forever ago” con un nuovo approccio musicale, soprattutto per quanto riguarda gli arrangiamenti: minimali e basati essenzialmente sulla chitarra acustica nel debutto, più complessi e variegati nel secondo album. Già dall’iniziale “Perth” il cambiamento è evidente; rimane la voce in falsetto trattata con il vocoder, ma si stratificano chitarre elettriche, fiati ed una batteria dalla ritmica molto interessante. Il brano sfuma in “Minnesota, WI” senza soluzione di continuità, annunciando un bellissimo arpeggio di chitarra. Oltre alla prima traccia, la migliore canzone si rivela essere “Beth/Rest”, preceduta dalla strumentale “Lisbon, OH” e collocata alla fine della tracklist: una ballata costruita su tastiere e batteria, con qualche piccolo ma incisivo inserto di chitarre e fiati. Per nulla scontata la struttura del singolo “Calgary”, che sembra sprovvista di un vero e proprio ritornello. Il suono dell’album è essenzialmente omogeneo e lo standard qualitativo si mantiene alto durante tutto il disco, avvolgendo l’ascoltatore in un’atmosfera essenzialmente ovattata.

Recensione Unilibro a cura di -Stefano-

Dettagli del prodotto

  • Titolo: Bon iver
  • Interprete:  Iver Bon
  • Produttore: Self
  • Data di Pubblicazione: 21 Giugno '11
  • Genere: Varia
  • EAN-13: 0652637311723
 
I Commenti degli Utenti
"Bon iver"
-Stefano-, 2012-03-10
5

Con “Bon Iver” Justin Vermont, cantante della formazione Bon Iver, si presenta al pubblico dopo il folgorante esordio di “For Emma, forever ago” con un nuovo approccio musicale, soprattutto per quanto riguarda gli arrangiamenti: minimali e basati essenzialmente sulla chitarra acustica nel debutto, più complessi e variegati nel secondo album. Già dall’iniziale “Perth” il cambiamento è evidente; rimane la voce in falsetto trattata con il vocoder, ma si stratificano chitarre elettriche, fiati ed una batteria dalla ritmica molto interessante. Il brano sfuma in “Minnesota, WI” senza soluzione di continuità, annunciando un bellissimo arpeggio di chitarra. Oltre alla prima traccia, la migliore canzone si rivela essere “Beth/Rest”, preceduta dalla strumentale “Lisbon, OH” e collocata alla fine della tracklist: una ballata costruita su tastiere e batteria, con qualche piccolo ma incisivo inserto di chitarre e fiati. Per nulla scontata la struttura del singolo “Calgary”, che sembra sprovvista di un vero e proprio ritornello. Il suono dell’album è essenzialmente omogeneo e lo standard qualitativo si mantiene alto durante tutto il disco, avvolgendo l’ascoltatore in un’atmosfera essenzialmente ovattata.