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CRACK THE SKYE

Un cd di MASTODON prodotto da Warner Music, 2009

Un concept album, farcito da progressive rock e atmosfere magniloquenti: che noia, sai che novità. Non fate questo sbaglio. I cinquanta minuti e le sette canzoni che il quartetto americano utilizza per raccontare una delirante avventura attraverso spazio e tempo, alla corte dello Zar, con Rasputin e sette esoteriche nelle steppe della Russia, sono quanto di meglio fatto finora dai barbuti Mastodon. Certamente l’approccio è meno aggressivo dei precedenti Remission, Leviathan e Blood Mountain, compaiono addirittura tastiere e vocals pulite, ma il risultato è ottimo. Vi troverete a cantare sul bellissimo ritornello di Oblivion, a scapocciare con la rapida Divinations, a piangere sul solo di The Csar e i tredici minuti di The Last Baron saranno epici. Come detto l’irruenza (garantita da Scott Kelly dei Neurosis nella title-track) è stata moderata a favore della tecnica che ai nostri già non mancava: la batteria, come al solito molto jazz e delirante, le chitarre a macinare riff e assoli dal sapore settantiano, il basso composto e amalgamato in quelle che sono a tutti gli effetti canzoni prog-sludge metal. La psichedelia è, oltre che rimarcata dalla bella copertina del solito Paul Romano, presente anche nelle atmosfere rarefatte e nella complessità delle composizioni. Per tutti i fan dei Mastodon, del Metal e della musica in generale questo cd è un must have.

Recensione Unilibro a cura di Cricioboy

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"CRACK THE SKYE"
Rasputin avrebbe apprezzato
Cricioboy, 2011-09-26
4

Un concept album, farcito da progressive rock e atmosfere magniloquenti: che noia, sai che novità. Non fate questo sbaglio. I cinquanta minuti e le sette canzoni che il quartetto americano utilizza per raccontare una delirante avventura attraverso spazio e tempo, alla corte dello Zar, con Rasputin e sette esoteriche nelle steppe della Russia, sono quanto di meglio fatto finora dai barbuti Mastodon. Certamente l’approccio è meno aggressivo dei precedenti Remission, Leviathan e Blood Mountain, compaiono addirittura tastiere e vocals pulite, ma il risultato è ottimo. Vi troverete a cantare sul bellissimo ritornello di Oblivion, a scapocciare con la rapida Divinations, a piangere sul solo di The Csar e i tredici minuti di The Last Baron saranno epici. Come detto l’irruenza (garantita da Scott Kelly dei Neurosis nella title-track) è stata moderata a favore della tecnica che ai nostri già non mancava: la batteria, come al solito molto jazz e delirante, le chitarre a macinare riff e assoli dal sapore settantiano, il basso composto e amalgamato in quelle che sono a tutti gli effetti canzoni prog-sludge metal. La psichedelia è, oltre che rimarcata dalla bella copertina del solito Paul Romano, presente anche nelle atmosfere rarefatte e nella complessità delle composizioni. Per tutti i fan dei Mastodon, del Metal e della musica in generale questo cd è un must have.