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CONTRO UN'ONDA DEL MARE

Un cd di Max Gazze' prodotto da Emi, 2013

“Contro un’onda del mare” è il primo album di Max Gazzè uscito nel 1996. Pressoché sconosciuto al grande pubblico, è un ottimo disco di esordio e rappresenta il suo lato più sperimentale, che verrà accantonato a volte ma che sarà sempre presente nei successivi dischi dell’artista romano attraverso alcuni pezzi particolari e collaborazioni eccellenti. Con l’ammirazione espressa da Franco Battiato per questo disco, inizia dunque la carriera di Gazzè. Precisamente con il brano di apertura “Quel che fa paura”, canzone senza ritornello in cui viene trattato il tema della paura mediante diverse metafore immaginifiche. A collaborare ai testi, del resto, c’è il poeta Francesco Gazzè, fratello di Max. Un disco cupo, questo, in cui atmosfere musicali molto potenti si alternano a spunti pop che ritroveremo nei dischi successivi (come nella conclusiva “Sono pazzo di te”, che apre la strada al lato più pop di Gazzè). Le migliori sono “Quel che fa paura” (che vanta anche un remix a chiudere il disco), “Il bagliore dato a questo sole” e “Terra”, ironico pezzo che ha un protagonista trasandato, con un alito di un lama. Ad intervallare le canzoni ci sono quattro pezzi strumentali, intitolati “Atmos”.

Recensione Unilibro a cura di -Stefano-

Dettagli del prodotto

 
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"CONTRO UN'ONDA DEL MARE"
“Contro un’onda del mare”
-Stefano-, 2011-10-26
5

“Contro un’onda del mare” è il primo album di Max Gazzè uscito nel 1996. Pressoché sconosciuto al grande pubblico, è un ottimo disco di esordio e rappresenta il suo lato più sperimentale, che verrà accantonato a volte ma che sarà sempre presente nei successivi dischi dell’artista romano attraverso alcuni pezzi particolari e collaborazioni eccellenti. Con l’ammirazione espressa da Franco Battiato per questo disco, inizia dunque la carriera di Gazzè. Precisamente con il brano di apertura “Quel che fa paura”, canzone senza ritornello in cui viene trattato il tema della paura mediante diverse metafore immaginifiche. A collaborare ai testi, del resto, c’è il poeta Francesco Gazzè, fratello di Max. Un disco cupo, questo, in cui atmosfere musicali molto potenti si alternano a spunti pop che ritroveremo nei dischi successivi (come nella conclusiva “Sono pazzo di te”, che apre la strada al lato più pop di Gazzè). Le migliori sono “Quel che fa paura” (che vanta anche un remix a chiudere il disco), “Il bagliore dato a questo sole” e “Terra”, ironico pezzo che ha un protagonista trasandato, con un alito di un lama. Ad intervallare le canzoni ci sono quattro pezzi strumentali, intitolati “Atmos”.