ricerca
avanzata

Merolla - Kokoro

Un cd di MEROLLA prodotto da EDEL, 2008

Cosa succede quando un maestro delle percussioni abbraccia l’hip hop? Nasce un lavoro fatto ‘con il cuore’: “KOKORO”. Il vocabolo con cui i giapponesi identificano l’essenza ineffabile dell’anima, la cui musicalità rievoca a perfezione il napoletano “Co’ core”, è il titolo che Merolla ha scelto per il suo primo album rap. Dopo aver scandito per anni le pulsioni cardiache del ritmo, l’autore decide di mettersi in primo piano entrando nella scuola partenopea dell’hip hop contaminato. Un’evoluzione stilistica che testimonia l’indole di un musicista da sempre affamato di sapori nuovi, nella più genuina commistione culturale-musicale. In “KOKORO” ora sono le parole di Merolla a diventare ritmo, le rime a tramutarsi in cadenza, ma senza mai rinunciare all’amore per gli andamenti tribali del Medio Oriente, del Sud America, a cavallo tra dub e ritmi percussivi. Ghettizzare nell’hip hop questa nuova pelle di Merolla è una semplificazione grossolana per un album che fa del meticciato musicale/linguistico il proprio punto di forza. L’intonazione di Merolla è quella di una voce narrante, di un cittadino di Napoli – e quindi più che mai cittadino del mondo – in bilico tra la teatralità partenopea e la preghiera ipnotica di un muezzin. In “Song è Napule” Merolla canta fieramente le sue radici ribellandosi allo stereotipo di una Napoli violenta e sull’orlo del baratro, e in titoli come Cash denuncia un sogno americano ormai tramutato in incubo angosciante. “KOKORO” accoglie alcuni amici che, con il loro contributo, testimoniano la stima per il mondo musicale di Merolla: Pio Del Prete (la voce narrante della canzone-omaggio a Raffaele Viviani “Si overo more ‘o corpo”), Lucariello (coautore e interprete in “Cash”), Mauro Nardi (“Amaro è ‘o bbene”), e Z-star (la voce inconfondibile di “Regina”). Spazio anche ad un omaggio a Renato Carosone con “‘O pellirossa”, in cui Merolla, come nel corso di tutto l’album, dà pieno sfogo alle sue innate doti di percussionista.

Recensione Unilibro a cura di nicola

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"Merolla - Kokoro"
KOKORO UN ALBUM ORIGINALE
nicola, 2008-06-03
5

Cosa succede quando un maestro delle percussioni abbraccia l’hip hop? Nasce un lavoro fatto ‘con il cuore’: “KOKORO”. Il vocabolo con cui i giapponesi identificano l’essenza ineffabile dell’anima, la cui musicalità rievoca a perfezione il napoletano “Co’ core”, è il titolo che Merolla ha scelto per il suo primo album rap. Dopo aver scandito per anni le pulsioni cardiache del ritmo, l’autore decide di mettersi in primo piano entrando nella scuola partenopea dell’hip hop contaminato. Un’evoluzione stilistica che testimonia l’indole di un musicista da sempre affamato di sapori nuovi, nella più genuina commistione culturale-musicale. In “KOKORO” ora sono le parole di Merolla a diventare ritmo, le rime a tramutarsi in cadenza, ma senza mai rinunciare all’amore per gli andamenti tribali del Medio Oriente, del Sud America, a cavallo tra dub e ritmi percussivi. Ghettizzare nell’hip hop questa nuova pelle di Merolla è una semplificazione grossolana per un album che fa del meticciato musicale/linguistico il proprio punto di forza. L’intonazione di Merolla è quella di una voce narrante, di un cittadino di Napoli – e quindi più che mai cittadino del mondo – in bilico tra la teatralità partenopea e la preghiera ipnotica di un muezzin. In “Song è Napule” Merolla canta fieramente le sue radici ribellandosi allo stereotipo di una Napoli violenta e sull’orlo del baratro, e in titoli come Cash denuncia un sogno americano ormai tramutato in incubo angosciante. “KOKORO” accoglie alcuni amici che, con il loro contributo, testimoniano la stima per il mondo musicale di Merolla: Pio Del Prete (la voce narrante della canzone-omaggio a Raffaele Viviani “Si overo more ‘o corpo”), Lucariello (coautore e interprete in “Cash”), Mauro Nardi (“Amaro è ‘o bbene”), e Z-star (la voce inconfondibile di “Regina”). Spazio anche ad un omaggio a Renato Carosone con “‘O pellirossa”, in cui Merolla, come nel corso di tutto l’album, dà pieno sfogo alle sue innate doti di percussionista.