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Nada - Luna In Piena

Un cd di NADA prodotto da EDEL, 2007

Lanciato dall’omonima canzone presentata al Festival di Sanremo (un contesto totalmente alieno al brano), “Luna in piena” rappresenta la naturale continuazione del percorso musicale intrapreso da Nada negli ultimi anni. Nessuna grande novità nel sound, così come nello stile di scrittura, eccezion fatta per i primi due brani: “Luna in piena” e “Pioggia d’estate” rivelano degli arrangiamenti interessantissimi che mettono in secondo piano le chitarre elettriche per far avanzare archi e sintetizzatori (rispettivamente nella prima e nella seconda). I restanti pezzi restano ancorati ad un rock cupo ma minimale. Ed è proprio questa netta differenza di sonorità l’unico difetto dell’album: tra le prime due tracce (prodotte da Lucio Fabbri) e le restanti otto (prodotte da Nada) si avverte un distacco eccessivo, marcato anche dalla diversa produzione. La title-track è la migliore del lotto, con una base ipnotica su un testo visionario. Ma anche la seconda parte del disco si difende bene; da segnalare, in particolare, la conclusiva “Niente più”, che mantiene costante la tensione con il suo arrangiamento minimale, e la nervosa “Tutto a posto”, con un testo arrabbiato ed una costruzione che porta ad un bel crescendo emotivo finale.

Recensione Unilibro a cura di -Stefano-

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"Nada - Luna In Piena"
-Stefano-, 2011-11-17
4

Lanciato dall’omonima canzone presentata al Festival di Sanremo (un contesto totalmente alieno al brano), “Luna in piena” rappresenta la naturale continuazione del percorso musicale intrapreso da Nada negli ultimi anni. Nessuna grande novità nel sound, così come nello stile di scrittura, eccezion fatta per i primi due brani: “Luna in piena” e “Pioggia d’estate” rivelano degli arrangiamenti interessantissimi che mettono in secondo piano le chitarre elettriche per far avanzare archi e sintetizzatori (rispettivamente nella prima e nella seconda). I restanti pezzi restano ancorati ad un rock cupo ma minimale. Ed è proprio questa netta differenza di sonorità l’unico difetto dell’album: tra le prime due tracce (prodotte da Lucio Fabbri) e le restanti otto (prodotte da Nada) si avverte un distacco eccessivo, marcato anche dalla diversa produzione. La title-track è la migliore del lotto, con una base ipnotica su un testo visionario. Ma anche la seconda parte del disco si difende bene; da segnalare, in particolare, la conclusiva “Niente più”, che mantiene costante la tensione con il suo arrangiamento minimale, e la nervosa “Tutto a posto”, con un testo arrabbiato ed una costruzione che porta ad un bel crescendo emotivo finale.