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TUTTO L'AMORE CHE MI MANCA

Un cd di NADA prodotto da Importve, 2009

  • € 10,99
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Un cuore di pietra scalfito è la copertina che introduce all’ascolto di questo lavoro discografico datato 2004 di Nada, pluripremiato dalla critica come migliore album dell’anno (Premio SIAE) e come miglior album indipendente (Premio P.I.M.I al M.E.I,festival delle etichette indipendenti ). Tutti i brani sono scritti dalla stessa Nada: le uniche eccezioni sono la minimalista “Proprio tu”,scritta da Cesare Basile che suona anche alcune chitarre, e “Classico”,di Howie Gelb che offre la sua voce in questo brano. La produzione di tutte le tracce è stata affidata a John Parish, storico chitarrista-produttore di PJ Harvey, curatore degli arrangiamenti di questo disco che si presenta di altissimo livello emotivo già dalla prima canzone “Chiedimi quello che vuoi”, in cui ad accompagnare un ringraziamento urlato ci sono ben quattro chitarre elettriche che nel finale si mescolano perfettamente alla voce di Nada che si alza di tono ed esplode. Ciò che si nota in questo album è proprio la voce,malsana e ruvida, che raggiunge toni bassi che entrano dritti nell’anima e si insinuano prepotentemente, come è successo anche al produttore americano che ha voluto registrare in presa diretta proprio per evidenziarne le potenzialità emotive. Anche in “Piangere o no”, emerge tutta la sofferenza nel verso che dà il titolo al brano. Ci si trova subito dopo di fronte a una “Ti troverò” pervasa da una sospensione e quasi da un sentimento di ricerca spirituale, di un qualcosa “al di sopra” di noi ma che poi esplode in un assolo di chitarra finale. I momenti più alti di quest’opera sono la title-track (quasi otto minuti ed un finale lacerante di cinque chitarre elettriche a rincorrersi) e la prima ghost track “Le mie madri”, lunga poesia in musica dal sapore di una litania tribale (la seconda ghost-track è “Senza un perché” versione acustica, una valida alternativa a questo singolo, il più pop dell’album). Una scrittura netta e incisiva, vera, forse anche retaggio della sua collaborazione con il poeta Piero Ciampi, sicuramente espressione del suo essere: una personalità complessa e tormentata che necessita di un ascolto totalizzante e concentrato. In questo disco Nada ha veramente dato il cuore, parafrasando un verso del ritornello di "Chiedimi quello che vuoi".

Recensione Unilibro a cura di -Stefano-

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"TUTTO L'AMORE CHE MI MANCA"
Ho dato il cuore
-Stefano-, 2011-09-28
5

Un cuore di pietra scalfito è la copertina che introduce all’ascolto di questo lavoro discografico datato 2004 di Nada, pluripremiato dalla critica come migliore album dell’anno (Premio SIAE) e come miglior album indipendente (Premio P.I.M.I al M.E.I,festival delle etichette indipendenti ). Tutti i brani sono scritti dalla stessa Nada: le uniche eccezioni sono la minimalista “Proprio tu”,scritta da Cesare Basile che suona anche alcune chitarre, e “Classico”,di Howie Gelb che offre la sua voce in questo brano. La produzione di tutte le tracce è stata affidata a John Parish, storico chitarrista-produttore di PJ Harvey, curatore degli arrangiamenti di questo disco che si presenta di altissimo livello emotivo già dalla prima canzone “Chiedimi quello che vuoi”, in cui ad accompagnare un ringraziamento urlato ci sono ben quattro chitarre elettriche che nel finale si mescolano perfettamente alla voce di Nada che si alza di tono ed esplode. Ciò che si nota in questo album è proprio la voce,malsana e ruvida, che raggiunge toni bassi che entrano dritti nell’anima e si insinuano prepotentemente, come è successo anche al produttore americano che ha voluto registrare in presa diretta proprio per evidenziarne le potenzialità emotive. Anche in “Piangere o no”, emerge tutta la sofferenza nel verso che dà il titolo al brano. Ci si trova subito dopo di fronte a una “Ti troverò” pervasa da una sospensione e quasi da un sentimento di ricerca spirituale, di un qualcosa “al di sopra” di noi ma che poi esplode in un assolo di chitarra finale. I momenti più alti di quest’opera sono la title-track (quasi otto minuti ed un finale lacerante di cinque chitarre elettriche a rincorrersi) e la prima ghost track “Le mie madri”, lunga poesia in musica dal sapore di una litania tribale (la seconda ghost-track è “Senza un perché” versione acustica, una valida alternativa a questo singolo, il più pop dell’album). Una scrittura netta e incisiva, vera, forse anche retaggio della sua collaborazione con il poeta Piero Ciampi, sicuramente espressione del suo essere: una personalità complessa e tormentata che necessita di un ascolto totalizzante e concentrato. In questo disco Nada ha veramente dato il cuore, parafrasando un verso del ritornello di "Chiedimi quello che vuoi".