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Nada - Vamp

Un cd di NADA prodotto da Edel, 2011

Nuovo disco di inediti per Nada, che torna con un nuovo lavoro discografico a distanza di ben quattro anni dal precedente “Luna in piena”. Un arco temporale che segna un distacco anche dal punto di vista delle sonorità. Dalle atmosfere cupe e ruvide che la cantautrice toscana ha vestito negli ultimi anni, si passa ad una inaspettata dose di elettronica, la caratteristica più evidente e spiazzante che balza alle orecchie ai primi ascolti. I dieci brani spaziano da momenti riflessivi ad episodi più vivaci, con una sola canzone che rinvia al rock più spigoloso: “La canzone per dormire” rappresenta un ottimo ponte con il passato recente di Nada, essendo un pezzo quasi punk, a dispetto del titolo. Per il resto si aprono nuovi squarci sul suo sound: già dalle due tracce di apertura si avverte un lato più pop, più sintetico (si ascoltino i cori de “La febbre della sera”). “L’elettricità” è un gioco di parole dall’ironia tagliente sul tema del nucleare, condotto con una leggerezza che nasconde pericoli imminenti. I momenti migliori sono rappresentati dalle conclusive “Stagioni” e “Piantagioni di ossa”: due composizioni che, a dispetto del minimalismo melodico, si rivelano ricche di molti suoni nuovi. Ed è proprio negli episodi più lenti che si trova l’espressione migliore del mondo di Nada.

Recensione Unilibro a cura di -Stefano-

Dettagli del prodotto

  • Titolo: Nada - Vamp
  • Interprete:  NADA
  • Produttore: Edel
  • Data di Pubblicazione: 12 Aprile '11
  • Genere: Varia
  • EAN-13: 4029759065333
 
I Commenti degli Utenti
"Nada - Vamp"
-Stefano-, 2011-11-17
5

Nuovo disco di inediti per Nada, che torna con un nuovo lavoro discografico a distanza di ben quattro anni dal precedente “Luna in piena”. Un arco temporale che segna un distacco anche dal punto di vista delle sonorità. Dalle atmosfere cupe e ruvide che la cantautrice toscana ha vestito negli ultimi anni, si passa ad una inaspettata dose di elettronica, la caratteristica più evidente e spiazzante che balza alle orecchie ai primi ascolti. I dieci brani spaziano da momenti riflessivi ad episodi più vivaci, con una sola canzone che rinvia al rock più spigoloso: “La canzone per dormire” rappresenta un ottimo ponte con il passato recente di Nada, essendo un pezzo quasi punk, a dispetto del titolo. Per il resto si aprono nuovi squarci sul suo sound: già dalle due tracce di apertura si avverte un lato più pop, più sintetico (si ascoltino i cori de “La febbre della sera”). “L’elettricità” è un gioco di parole dall’ironia tagliente sul tema del nucleare, condotto con una leggerezza che nasconde pericoli imminenti. I momenti migliori sono rappresentati dalle conclusive “Stagioni” e “Piantagioni di ossa”: due composizioni che, a dispetto del minimalismo melodico, si rivelano ricche di molti suoni nuovi. Ed è proprio negli episodi più lenti che si trova l’espressione migliore del mondo di Nada.