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Arabxilla

Un cd di Negrot Aerea prodotto da Audioglobe, 2011

Album di straordinaria manifattura, aiutata forse proprio dalla mano di Ellen Allien, proprietaria dell’etichetta di questa release (Bpitch Control, n.d.r.). Suoni berlinesi si fondono in un ambiente onirico all’interno della sua voce suadente - a tratti androgina - che alterna parlato al cantato. Il tutto, eseguito in svariate lingue, va così a creare una sorta di electro/deep avant-garde, ma sempre con un occhio di riguardo ai suoni anni ’70/’80. E’ quindi decisamente un disco per pochi interessati al nuovo genere che si sta delineando e non sicuramente una release da mercato musicale o da dancefloor. Release che scorre veloce, al contempo intensamente. Il ritmo incalza per le prime tracce (e qui si può apprezzare "A volar", forse la più impegnata dell’album) poi con "Berlin" spunta il piano e ci si ritrova negli anni ’20 al Cabaret Voltaire Con tracce come la successiva "Breathe Deeply" si ritorna allo sperimentale alla Brian Eno ove il synth fa da padrone. L’album si chiude, a prescindere dal numero di tracce, con "Proll-Og" dove un organetto produce un suono ipnotico e malinconico, come giustamente dev’essere un prologo (seguendo la logica dell’intro) Diciamo che se proprio si vuole concretizzare il tutto diciamo che "Arabxilla" è un disco DaDa.

Recensione Unilibro a cura di Erik Strauss

Dettagli del prodotto

  • Titolo: Arabxilla
  • Interprete:  Negrot Aerea
  • Produttore: Audioglobe
  • Data di Pubblicazione: 19 Settembre '11
  • Genere: Varia
  • EAN-13: 0880319534522
 
I Commenti degli Utenti
"Arabxilla"
Aerea Negrot - Arabxilla
Erik Strauss, 2011-09-29
4

Album di straordinaria manifattura, aiutata forse proprio dalla mano di Ellen Allien, proprietaria dell’etichetta di questa release (Bpitch Control, n.d.r.). Suoni berlinesi si fondono in un ambiente onirico all’interno della sua voce suadente - a tratti androgina - che alterna parlato al cantato. Il tutto, eseguito in svariate lingue, va così a creare una sorta di electro/deep avant-garde, ma sempre con un occhio di riguardo ai suoni anni ’70/’80. E’ quindi decisamente un disco per pochi interessati al nuovo genere che si sta delineando e non sicuramente una release da mercato musicale o da dancefloor. Release che scorre veloce, al contempo intensamente. Il ritmo incalza per le prime tracce (e qui si può apprezzare "A volar", forse la più impegnata dell’album) poi con "Berlin" spunta il piano e ci si ritrova negli anni ’20 al Cabaret Voltaire Con tracce come la successiva "Breathe Deeply" si ritorna allo sperimentale alla Brian Eno ove il synth fa da padrone. L’album si chiude, a prescindere dal numero di tracce, con "Proll-Og" dove un organetto produce un suono ipnotico e malinconico, come giustamente dev’essere un prologo (seguendo la logica dell’intro) Diciamo che se proprio si vuole concretizzare il tutto diciamo che "Arabxilla" è un disco DaDa.