ricerca
avanzata

Passion

Un cd di PENDRAGON prodotto da Audioglobe, 2011

Passion: Passion

Dettagli del prodotto

  • Titolo: Passion
  • Interprete:  PENDRAGON
  • Produttore: Audioglobe
  • Data di Pubblicazione: 11 Aprile '11
  • Genere: Varia
  • EAN-13: 0636551597128
 
I Commenti degli Utenti
"Passion"
Viz, 2011-04-27
2

Siamo onesti... Per quanto mi dispiaccia ammetterlo... Non è questione di suoni (più cupi, duri del solito, in linea con Pure) o di atmosfere... Qui mancano le canzoni... I Pendragon sono dei bravissimi musici ad eccezion fatta del noiosissimo Clive Nolan (che da anni ci propina i soliti bolsi arpeggi e i soliti tappeti scelti dai preset delle sue korg), ma se escludiamo il primo The Jewel, a mio modesto avviso ancora oggi il loro masterpiece (dove forse proprio per la presenza di Rik Carter le cose giravano in modo decisamente fresco e appassionante) e il buonissimo The Masquerade Ouverture (disco coloratissimo, dove sono riusciti ad affinare tutte le loro tensioni sinfoniche trovando un bell’equilibrio tra soluzioni intelligenti, armonicamente brillanti e la loro "carta" neo-prog), quelli che sono considerati gli alfieri del neo prog britannico hanno in realtà prodotto una serie di dischi decisamente mediocri e prevedibili. Tutti i lenti o ancora peggio tutte le parti "ballad" dove compare il classico solo di 5 minuti si assomigliano in modo imbarazzante sia nel groove, sia nei cori pinkfloydiani e spesso anche nella melodia, la maggior parte dei momenti veloci dove la batteria tende al tecnicismo, pagano debito a The Last Man on Earth (su The window of live, scuola Fudge Smith)... Si trova qualche brano accettabile nella loro discografia, certo, ma non si va mai molto oltre la sufficienza e sicuramente mai brani così importanti al punto di dover necessariamente acquistare un disco. Passion non si discosta, ahimè, da questo trend. Solita produzione, solito Karl Groom (che potrebbe tranquillamente limitarsi a suonare la chitarra... Nessuno ne sentirebbe certo la mancanza in cabina di regia), solito Clive Nolan coi suoi tappeti e le sue finte voci synth, solita buonissima prova chitarristica/batteristica/bassisitica, solite canzoni, solita assenza di emozioni. Tutto banale e suonato esattamente come e dove ce lo si aspetta. In buona sostanza un disco più inutile che brutto. Lo dimenticherete in velocità. Il consiglio che vorrei dare ai nostri (e che difficilmente arriverà o verrà mai ascoltato) sarebbe di prendersi un bel po’ di tempo stavolta e non i canonici 2 anni + tour, di pagarsi un bel produttore coi controcazzi, magari fuori dal circuito prog (magari dalle parti del pop, chi lo sa? Magari un Tony Hoffer, magari qualsiasi cosa che possa essere lontano da Karl Groom), di prendersi anche un bel po’ di coraggio, di smetterla di pensare ai fans 40/50enni irriducibili e spesso fossilizzati sulla solita pappa e di stupire un po’ tutti. Fare i progressivi davvero, come si suol dire. Se volete acquistare qualcosa dei Pendragon andate a cercarvi The Jewel e the Masquerade Overture. Se volete per forza spenderci altri soldi cercate anche The Window of Life, Believe e Pure (ma non è davvero necessario). Passion, voto: 4. Giudizio: hanno tutte le capacità per arrivare all’8, potrebbero applicarsi di più.