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No-one's land

Un cd di STEEPLEJACK prodotto da Goodfellas, 2011

Nel periodo compreso tra il 1985 e il 1990 nacque e si sviluppò la cosiddetta scena Neo-Sixties, alimentata da quei gruppi musicali che amarono riscoprire oscure band degli anni Sessanta, riproponendone le sonorità in maniera spesso originale e con esiti che, ancora oggi, sono molto apprezzati. In Italia, come in tanti paesi d’Europa e d’Oltreoceano, numerose formazioni furono stimolate da questi fermenti e, tra le più importanti, ricordiamo proprio gli STEEPLEJACK fondati dal chitarrista e compositore Maurizio Curadi. Grazie alla recente attività di ristampe intrapresa dalla nostrana Spittle Records, ci è data la possibilità di riascoltare la band originaria di Pisa con il doppio compact disc “No-one’s land” (cat. n. Fire 502) distribuito dalla Goodfellas. Il primo dischetto raccoglie lo splendido EP di sei brani “Serena Maboose” e l’imperdibile Long Playing “Pow Wow”, da più parti ritenuto uno dei migliori album italiani di tutti i tempi, pubblicati rispettivamente nel 1987 e nel 1988 dalla Electric Eye di Claudio Sorge. Ispirazioni folk, suggestioni psichedeliche e ballate lisergiche fuse con tendenze garage e contaminazioni blues caratterizzano tutti questi brani. In chiusura, come bonus tracks, sono riproposte due cover dei 13th Floor Elevators incluse nell’ormai introvabile 45 giri split (insieme ai Miracle Workers) allegato al quinto numero di “Lost Trails”, la più importante fanzine italiana del movimento Neo-Sixties. Interessante all’ascolto pure il secondo dischetto che raccoglie tracce inedite, outtakes ed estratti di un concerto tenuto a Genova nell’ottobre del 1988: gli STEEPLEJACK suonano un acid rock che rimanda alla tradizione americana di fine Sixties, tra cui anche una lunga cover di Syd Barrett. Davvero graziosa, infine, la confezione cartonata in formato mini long playing replica, come è ormai consuetudine per le ristampe Spittle Records, ed altrettanto curato il booklet interno con foto, precise note (anche in inglese) ed i dovuti crediti. Un doppio CD che non può mancare nella collezione di ogni serio appassionato di rock suonato per produrre buone vibrazioni.

Recensione Unilibro a cura di Dominicus110

Dettagli del prodotto

  • Titolo: No-one's land
  • Interprete:  STEEPLEJACK
  • Produttore: Goodfellas
  • Data di Pubblicazione: 11 Gennaio '11
  • Genere: Varia
  • EAN-13: 8033706215029
 
I Commenti degli Utenti
"No-one's land"
STEEPLEJACK "No-one’s land"
Dominicus110, 2012-03-01
4

Nel periodo compreso tra il 1985 e il 1990 nacque e si sviluppò la cosiddetta scena Neo-Sixties, alimentata da quei gruppi musicali che amarono riscoprire oscure band degli anni Sessanta, riproponendone le sonorità in maniera spesso originale e con esiti che, ancora oggi, sono molto apprezzati. In Italia, come in tanti paesi d’Europa e d’Oltreoceano, numerose formazioni furono stimolate da questi fermenti e, tra le più importanti, ricordiamo proprio gli STEEPLEJACK fondati dal chitarrista e compositore Maurizio Curadi. Grazie alla recente attività di ristampe intrapresa dalla nostrana Spittle Records, ci è data la possibilità di riascoltare la band originaria di Pisa con il doppio compact disc “No-one’s land” (cat. n. Fire 502) distribuito dalla Goodfellas. Il primo dischetto raccoglie lo splendido EP di sei brani “Serena Maboose” e l’imperdibile Long Playing “Pow Wow”, da più parti ritenuto uno dei migliori album italiani di tutti i tempi, pubblicati rispettivamente nel 1987 e nel 1988 dalla Electric Eye di Claudio Sorge. Ispirazioni folk, suggestioni psichedeliche e ballate lisergiche fuse con tendenze garage e contaminazioni blues caratterizzano tutti questi brani. In chiusura, come bonus tracks, sono riproposte due cover dei 13th Floor Elevators incluse nell’ormai introvabile 45 giri split (insieme ai Miracle Workers) allegato al quinto numero di “Lost Trails”, la più importante fanzine italiana del movimento Neo-Sixties. Interessante all’ascolto pure il secondo dischetto che raccoglie tracce inedite, outtakes ed estratti di un concerto tenuto a Genova nell’ottobre del 1988: gli STEEPLEJACK suonano un acid rock che rimanda alla tradizione americana di fine Sixties, tra cui anche una lunga cover di Syd Barrett. Davvero graziosa, infine, la confezione cartonata in formato mini long playing replica, come è ormai consuetudine per le ristampe Spittle Records, ed altrettanto curato il booklet interno con foto, precise note (anche in inglese) ed i dovuti crediti. Un doppio CD che non può mancare nella collezione di ogni serio appassionato di rock suonato per produrre buone vibrazioni.