ricerca
avanzata

MAXINQUAYE

Un cd di TRICKY prodotto da Island, 1995

Una voce fuori dal coro. Così potrebbe esser semplicemente definito Tricky, uno dei portavoce ufficiali del trip-hop...genere un po’ scomparso nel nuovo millennio. Un genere che rimane per persone di nicchia o comunque dotate di un orecchio (ed un cuore) molto sensibile. La batteria riprende i campi di guerra come fossero riversati su un vinile. Forse riprende la sofferenza provata per la perdita della madre (il titolo dell’album era in realtà il soprannome della madre di Tricky) ed il suo percorso fra alcool e droga... Da un percorso del genere, non poteva non uscire un album che oserei definire completo e rasentante la perfezione. “Hell is around the corner” è l’essenza della compressione, dei riff, dei suoni compressi rivisti, rivisitati che percorreranno tutto l’album. Campionature di batteria degli Smashing Pumpkins e vocalizzi di Miss Goldfrapp fanno da padroni a "Pumpkin’", apparizioni di basi Jacksoniane in "Brand new you’re retro". Una sottile linea di negatività che trova il suo apice nella quasi confusionaria "Strugglin’" per poi terminare, esplodere in mille punti di luce nell’ultima traccia "Feed me", grazie ad un echeggiare di sonorità reggae che portano Tricky ad un confronto con le sue radici afro. Un "sospetto" che si poteva nutrire ascoltando tutte le tracce, se non fosse per "Black Steel", la più potente e veloce di queste 12 tracce che compongono quest’operetta rimasta valida e contemporanea anche a distanza di quasi 20 anni dalla sua uscita.

Recensione Unilibro a cura di Erik Strauss

Dettagli del prodotto

 
I Commenti degli Utenti
"MAXINQUAYE"
Passato sempre presente
Erik Strauss, 2012-04-05
5

Una voce fuori dal coro. Così potrebbe esser semplicemente definito Tricky, uno dei portavoce ufficiali del trip-hop...genere un po’ scomparso nel nuovo millennio. Un genere che rimane per persone di nicchia o comunque dotate di un orecchio (ed un cuore) molto sensibile. La batteria riprende i campi di guerra come fossero riversati su un vinile. Forse riprende la sofferenza provata per la perdita della madre (il titolo dell’album era in realtà il soprannome della madre di Tricky) ed il suo percorso fra alcool e droga... Da un percorso del genere, non poteva non uscire un album che oserei definire completo e rasentante la perfezione. “Hell is around the corner” è l’essenza della compressione, dei riff, dei suoni compressi rivisti, rivisitati che percorreranno tutto l’album. Campionature di batteria degli Smashing Pumpkins e vocalizzi di Miss Goldfrapp fanno da padroni a "Pumpkin’", apparizioni di basi Jacksoniane in "Brand new you’re retro". Una sottile linea di negatività che trova il suo apice nella quasi confusionaria "Strugglin’" per poi terminare, esplodere in mille punti di luce nell’ultima traccia "Feed me", grazie ad un echeggiare di sonorità reggae che portano Tricky ad un confronto con le sue radici afro. Un "sospetto" che si poteva nutrire ascoltando tutte le tracce, se non fosse per "Black Steel", la più potente e veloce di queste 12 tracce che compongono quest’operetta rimasta valida e contemporanea anche a distanza di quasi 20 anni dalla sua uscita.