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Sconosciuta (La) (Disco Singolo)

Un film in dvd di  Tornatore Giuseppe  distribuito da Medusa Video, 2012

  • € 9,99

Per non distruggere il piacere della scoperta, si dirà solo che La sconosciuta è un film che, forse, si prefigge anche un impegno sociale, pur senza rinunciare alle musiche sempre perfette di Ennio Morricone; a uno stile di montaggio veloce, serrato in certi momenti; a quell’alone di poesia nascosta che Tornatore riesce a instillare nei suoi film, mai banali. Gli attori sono anch’essi all’altezza dei loro ruoli, sebbene stupisca un po’ scoprire Claudia Gerini nei panni di una madre seria e severa. La storia è quella di una ragazza ucraina, Irena, ex prostituta alla disperata ricerca di lavoro come domestica o qualsivoglia impiego che le permetta di restare vicina a una certa famiglia, del palazzo di fronte al suo. L’intreccio è congegnato in modo da tenere viva la suspense: solo alla fine del film, infatti, si scopre il movente delle azioni della protagonista, e si comprende appieno il significato delle pillole di passato, ormai remoto, somministrate di tanto in tanto con dei flashback e degli appropriati effetti sfumati o smerigliati. Perché Irena vuole ad ogni costo essere vicina a quella famiglia, a quella bambina, tanto da lasciare dietro di sé una lunga scia di sangue? E che rapporto c’è col suo passato di prostituta, alle dipendenze di un protettore viscido e spietato? Se la trama si presenta già inquietante, i colori freddi dominanti e le musiche ruvide di Morricone amplificano il mistero e permettono anche di percepire il disagio della protagonista, il suo rancore, insomma: le sue emozioni; convince anche la sua interpretazione, se si considera che Ksenia Rappoport / Irena non parlava italiano prima che Tornatore le affidasse la parte.

Recensione Unilibro a cura di Paolo

Dettagli del prodotto

 
Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Sconosciuta (La) (Disco Singolo)"
Uns sconosciuta...sola?
Paolo, 2010-09-07
4

Per non distruggere il piacere della scoperta, si dirà solo che La sconosciuta è un film che, forse, si prefigge anche un impegno sociale, pur senza rinunciare alle musiche sempre perfette di Ennio Morricone; a uno stile di montaggio veloce, serrato in certi momenti; a quell’alone di poesia nascosta che Tornatore riesce a instillare nei suoi film, mai banali. Gli attori sono anch’essi all’altezza dei loro ruoli, sebbene stupisca un po’ scoprire Claudia Gerini nei panni di una madre seria e severa. La storia è quella di una ragazza ucraina, Irena, ex prostituta alla disperata ricerca di lavoro come domestica o qualsivoglia impiego che le permetta di restare vicina a una certa famiglia, del palazzo di fronte al suo. L’intreccio è congegnato in modo da tenere viva la suspense: solo alla fine del film, infatti, si scopre il movente delle azioni della protagonista, e si comprende appieno il significato delle pillole di passato, ormai remoto, somministrate di tanto in tanto con dei flashback e degli appropriati effetti sfumati o smerigliati. Perché Irena vuole ad ogni costo essere vicina a quella famiglia, a quella bambina, tanto da lasciare dietro di sé una lunga scia di sangue? E che rapporto c’è col suo passato di prostituta, alle dipendenze di un protettore viscido e spietato? Se la trama si presenta già inquietante, i colori freddi dominanti e le musiche ruvide di Morricone amplificano il mistero e permettono anche di percepire il disagio della protagonista, il suo rancore, insomma: le sue emozioni; convince anche la sua interpretazione, se si considera che Ksenia Rappoport / Irena non parlava italiano prima che Tornatore le affidasse la parte.