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Lavorare Con Lentezza

Un film in dvd di  Chiesa Guido  distribuito da Medusa Video, 2005

“Una banda di rivoluzionari delusi. Smollati dalle loro morose, in preda a furore femminista. Ansiosi di comunicare... senza sapere come, si tuffano nei libri E studiano, studiano... finché Umberto...”il paese delle meraviglie!” “Facciamo una radio!” Il Cuoco: “Che cosa serve per fare una radio?” Si prendono le armi del nemico. Un trasmettitore militare! Ed ecco a voi...Radio Alice. Dare voce a chi non ha voce! Abbasso! Abbasso la vostra morale. Abbasso la vostra religione. Abbasso la vostra politica. Abbasso la vostra arte. Come sarà Radio Alice? Vittorio: “La radio deve essere rivoluzionaria!” “Diamo voce al movimento!” Ed è così, come i cartelloni di un film muto, che nelle primissime scene inizia il film di Chiesa, Lavorare con lentezza, titolo che è anche quello della canzone che Radio Alice, radio di Bologna, trasmette in apertura e chiusura del programma, canzone di Enzo del RE. Lavorare con lentezza, però non è un film sul 1977 e la lotta studentesca, ma è la storia di diverse microstorie, tutte indispensabili per arrivare a giustificare la rabbia degli studenti che esplode con la morte di Francesco Lorusso. La radio fa da sottofondo, dà voce alle vicende che vengono raccontate anche nel film, fino alla contestazione e chiusura definitiva della radio, per mano dei poliziotti che vi irrompono arrestando chi in quel momento stava trasmettendo. Significativa anche l’ultima scena, protagonista Antonio, il carabiniere che per tutto il film è incaricato di seguire e ascoltare, attimo dopo attimo, la trasmissione, e di comunicare eventuali atteggiamenti non consoni. “O Antonio, noi scendiamo per un caffè,.. Tu intanto sta in campana che fra poco arriva il magistrato... Lui accenna a un sì col capo, poi entra, osserva le stanze e si siede al posto di chi fino a poco prima trasmetteva e con un po’ di titubanza, schiarendosi la voce: “Sa, sa... Prova uno, prova. Qui radio Alice. Sono Antonio. Vi volevo dire a tutti... che anche i carabinieri devono lavorare di meno!” Subito appaiono i titoli di coda e la canzone di Rino Gaetano, Mio fratello è figlio unico che riassume bene tutto il film Mio fratello è figlio unico perche’ non ha mai trovato il coraggio di operarsi al fegato e non ha mai pagato per fare l’amore e non ha mai vinto un premio aziendale e non ha mai viaggiato in seconda classe sul rapido Taranto-Ancona e non ha mai criticato un film senza prima prima vederlo mio fratello e’ figlio unico perche’ e’ convinto che Chinaglia non puo’ passare al Frosinone perche’ e convinto che nell’amaro benedettino non sta’ il segreto della felicita’ perche’ e’ convinto che anche chi non legge Freud puo’ vivere cent’anni perche’ e’ convinto che esistono ancora gli sfruttati malpagati e frustrati mio fratello e’ figlio unico sfruttato represso calpestato odiato e ti amo Mariù mio fratello e’ figlio unico deriso frustrato picchiato derubato e ti amo Mariù mio fratello e’ figlio unico dimagrito declassato sottomesso disgregato e ti amo Mariù mio fratello e’ figlio unico frustato frustrato derubato sottomesso e ti amo Mariù mio fratello e’ figlio unico deriso declassato frustrato dimagrito e ti amo Mariù mio fratello e’ figlio unico malpagato derubato deriso disgregato e ti amo Mariù

Recensione Unilibro a cura di rossellaman

Dettagli del prodotto

 
Le Recensioni degli Utenti Unilibro
"Lavorare Con Lentezza"
rossellaman, 2011-10-22
3

“Una banda di rivoluzionari delusi. Smollati dalle loro morose, in preda a furore femminista. Ansiosi di comunicare... senza sapere come, si tuffano nei libri E studiano, studiano... finché Umberto...”il paese delle meraviglie!” “Facciamo una radio!” Il Cuoco: “Che cosa serve per fare una radio?” Si prendono le armi del nemico. Un trasmettitore militare! Ed ecco a voi...Radio Alice. Dare voce a chi non ha voce! Abbasso! Abbasso la vostra morale. Abbasso la vostra religione. Abbasso la vostra politica. Abbasso la vostra arte. Come sarà Radio Alice? Vittorio: “La radio deve essere rivoluzionaria!” “Diamo voce al movimento!” Ed è così, come i cartelloni di un film muto, che nelle primissime scene inizia il film di Chiesa, Lavorare con lentezza, titolo che è anche quello della canzone che Radio Alice, radio di Bologna, trasmette in apertura e chiusura del programma, canzone di Enzo del RE. Lavorare con lentezza, però non è un film sul 1977 e la lotta studentesca, ma è la storia di diverse microstorie, tutte indispensabili per arrivare a giustificare la rabbia degli studenti che esplode con la morte di Francesco Lorusso. La radio fa da sottofondo, dà voce alle vicende che vengono raccontate anche nel film, fino alla contestazione e chiusura definitiva della radio, per mano dei poliziotti che vi irrompono arrestando chi in quel momento stava trasmettendo. Significativa anche l’ultima scena, protagonista Antonio, il carabiniere che per tutto il film è incaricato di seguire e ascoltare, attimo dopo attimo, la trasmissione, e di comunicare eventuali atteggiamenti non consoni. “O Antonio, noi scendiamo per un caffè,.. Tu intanto sta in campana che fra poco arriva il magistrato... Lui accenna a un sì col capo, poi entra, osserva le stanze e si siede al posto di chi fino a poco prima trasmetteva e con un po’ di titubanza, schiarendosi la voce: “Sa, sa... Prova uno, prova. Qui radio Alice. Sono Antonio. Vi volevo dire a tutti... che anche i carabinieri devono lavorare di meno!” Subito appaiono i titoli di coda e la canzone di Rino Gaetano, Mio fratello è figlio unico che riassume bene tutto il film Mio fratello è figlio unico perche’ non ha mai trovato il coraggio di operarsi al fegato e non ha mai pagato per fare l’amore e non ha mai vinto un premio aziendale e non ha mai viaggiato in seconda classe sul rapido Taranto-Ancona e non ha mai criticato un film senza prima prima vederlo mio fratello e’ figlio unico perche’ e’ convinto che Chinaglia non puo’ passare al Frosinone perche’ e convinto che nell’amaro benedettino non sta’ il segreto della felicita’ perche’ e’ convinto che anche chi non legge Freud puo’ vivere cent’anni perche’ e’ convinto che esistono ancora gli sfruttati malpagati e frustrati mio fratello e’ figlio unico sfruttato represso calpestato odiato e ti amo Mariù mio fratello e’ figlio unico deriso frustrato picchiato derubato e ti amo Mariù mio fratello e’ figlio unico dimagrito declassato sottomesso disgregato e ti amo Mariù mio fratello e’ figlio unico frustato frustrato derubato sottomesso e ti amo Mariù mio fratello e’ figlio unico deriso declassato frustrato dimagrito e ti amo Mariù mio fratello e’ figlio unico malpagato derubato deriso disgregato e ti amo Mariù

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